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LETTERE

Il contributo per gli interpelli non è da criticare in sé ma rilevano gli importi

Mercoledì, 25 ottobre 2023

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Gentile Redazione,
la questione del pagamento di un contributo per la presentazione degli interpelli può suscitare qualche perplessità, ma a mio avviso non è da criticare in sé: anche altri Paesi applicano questo contributo. So per esperienza che in Polonia questa prassi è in uso da tempo.

L’importante è che il contributo richiesto non sia tale da scoraggiare le richieste e quindi, indirettamente, portare i contribuenti a privilegiare una propria interpretazione che magari, se avessero chiesto l’opinione dell’Agenzia, avrebbero evitato di sostenere.

Un’idea per scongiurare questo effetto collaterale negativo sarebbe quello di differenziare il contributo in relazione all’esito dell’interpello: ovvero ad esempio azzerare il contributo in caso di esito negativo e applicarlo in misura piena in caso di esito favorevole.
In tal modo il “beneficio finanziario” per l’erario sarebbe comunque raggiunto, giacché una risposta negativa porterà presumibilmente il contribuente a evitare o a essere più cauto a sostenere tesi non corrette o comunque discutibili.

Mi si dirà che collegare il corrispettivo del servizio all’esito dell’istruttoria finirebbe per minare l’imparzialità di giudizio dell’Agenzia.

Vero, sarebbe da evitare: uno dei capisaldi che viene universalmente riconosciuto nell’ambito dell’attività professionale – persino sorretto da sanzioni anche penali nel caso di chi si occupa di controlli come la revisione legale – consiste nell’evitare che il corrispettivo dell’attività prestata sia direttamente collegato al risultato. La salvaguardia dell’indipendenza del professionista dipende anche da questo.

Ma nel contesto italiano in cui la “performance” dell’Agenzia delle Entrate viene misurata per obiettivi di risultato dell’attività di controllo come previsto nelle Convenzioni stipulate col MEF, l’imparzialità di giudizio è già minata in partenza.
Quindi la proposta sopra illustrata, tutto sommato, avrebbe risvolti positivi senza che per questo la imparzialità di giudizio dell’Agenzia subisca un deterioramento.


Giampiero Guarnerio
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano

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