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LETTERE

È importante che le istituzioni trattino noi commercialisti come interlocutori seri

Martedì, 6 febbraio 2024

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Gentile Redazione,
personalmente ritengo che l’intervento del nostro Presidente de Nuccio a proposito dell’eventuale estensione dell’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni IVA e redditi a favore dell’Associazione nazionale tributaristi Lapet sia giuridicamente ineccepibile. Effettivamente, il Consiglio di Stato non ha (ancora) accolto il ricorso proposto dalla Lapet, ma ha deciso, semplicemente, di sospendere il giudizio in corso, rimettendo la questione alla Corte Costituzionale (si veda “Sul visto di conformità il CNDCEC frena i tributaristi” del 3 febbraio).

A me sembra, però, che si tratti di un falso problema: siamo sicuri che difendere certe prerogative (nella fattispecie l’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni) sia così importante?
A parte il fatto che si tratta di un servizio spesso reso dai nostri studi gratuitamente o a prezzi molto bassi (applicando una piccola maggiorazione, se ci ricordiamo, sul prezzo della dichiarazione), a me pare che, soprattutto, questo non giovi all’immagine della nostra professione nei confronti del comune cittadino.
Tutto ciò, infatti, rischia di essere percepito come “un catenaccio difensivo” (per usare la solita metafora calcistica) contro la libera concorrenza.

In buona sostanza: che ci importa se il visto viene apposto anche dai tributaristi? Per me il visto sulle dichiarazioni potrebbe essere emesso anche da un medico, da un macellaio, da un fruttivendolo, da un notaio o da chicchessia, purché ne abbia la competenza e lo faccia bene.
Non dobbiamo avere paura della concorrenza: se siamo bravi, lavoriamo, state tranquilli... con o senza la concessione di apporre il visto a favore dei tributaristi.

A me interessa di più (e mi pare di intravedere alcuni miglioramenti in questo senso anche/soprattutto grazie all’opera del nostro Consiglio nazionale) essere trattati dai Governi, dai Ministeri (indipendentemente dal loro “colore politico” e dal loro succedersi nel tempo) come interlocutori seri, da informare e consultare costantemente e preventivamente su qualsiasi iniziativa legislativa o regolamentare che possa riguardare la nostra clientela e quindi noi.

Per me, insomma, è molto più importante che il nostro Consiglio vigili sul comportamento delle istituzioni nei nostri confronti, le quali devono avere il buon gusto (si ripete: indipendentemente dal “colore politico”) di considerarci come un punto di riferimento indispensabile e imprescindibile, da cui attingere informazioni preziose a vantaggio di tutti. Siamo molto di più “utili al Paese” (ricordando il famoso slogan di una nostra campagna di sensibilizzazione di qualche anno fa) se riusciamo a ottenere questo, non se ci “mettiamo di traverso” sulla questione del visto di conformità.


Paolo Angelo Alloisio
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Alessandria

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