X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Martedì, 11 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Scivolone INPS sui diritti d’autore

Secondo l’Istituto, trattandosi di redditi di lavoro autonomo occorre provvedere al pagamento dei contributi

/ Alessandro COTTO e Massimo NEGRO

Giovedì, 26 settembre 2013

x
STAMPA

download PDF download PDF

Può succedere che, anche quando il legislatore è stato chiaro al di là di ogni ragionevole dubbio, l’Amministrazione intervenga a creare scompiglio con interpretazioni quanto meno confuse.

Nel lontano 1995 il legislatore riformò il sistema pensionistico, introducendo l’obbligo di iscrizione presso una apposita Gestione separata dell’INPS nei confronti dei soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell’art. 49 del TUIR, ora art. 53 (art. 2 comma 26 della L. 335/1995).
Era il famoso contributo del 10%, oggi diventato del 27,72% (e destinato a salire al 33,72% nei prossimi anni) per i lavoratori autonomi non iscritti ad altre forme di previdenza e che esercitano una professione abituale ancorché

...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU