X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Lunedì, 24 settembre 2018 - Aggiornato alle 6.00

Impresa

La domanda di ammissione di crediti simulati è reato quando è completa

La Cassazione si sofferma sulle caratteristiche della fattispecie disegnata dall’art. 232 comma 1 del RD 267/1942

/ Maurizio MEOLI

Venerdì, 15 giugno 2018

È riconducibile alla fattispecie di cui all’art. 232 comma 1 del RD 267/1942 (domanda di ammissione di crediti simulati) la condotta di chi, dopo avere presentato domanda di insinuazione al passivo del fallimento della società debitrice in favore di due creditori, e avere ottenuto l’ammissione con riserva di distribuzione delle somme all’atto della produzione degli originali degli assegni attestanti i crediti, provvede al deposito degli assegni medesimi – e ottiene il pagamento (parziale) delle somme – nonostante questi fossero stati già utilizzati con successo nell’azione intrapresa (in Svizzera) nei confronti dell’amministratore della società fallita.
A precisarlo è la Cassazione nella sentenza n. 27165/2018.

Il delitto di cui all’art. 232 comma 1 del RD ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU