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Domenica, 18 novembre 2018

Notizie in breve

La confisca della quota totalitaria non è confisca dei beni sociali

/ REDAZIONE

Venerdì, 9 novembre 2018

La Cassazione, nella sentenza n. 50823/2018, ha precisato che non è corretto il provvedimento che, a supporto della confisca del profitto di reati tributari, sottolinea come la confisca della quota di partecipazione all’intero capitale di una srl estenda i suoi effetti ai beni compresi nel patrimonio sociale.
La quota di partecipazione al capitale di srl, infatti, è bene oggettivamente diverso da quelli compresi nel patrimonio della persona giuridica.

Tanto è vero che il contratto che trasferisce la proprietà di una partecipazione in srl è, fra le parti, atto a forma libera, che si perfeziona in conseguenza del semplice consenso legittimamente manifestato secondo le regole dell’art. 1376 c.c.; costituendo le forme prescritte dall’art. 2470 comma 2 c.c. atti esecutivi necessari per l’acquisto della legittimazione all’esercizio dei diritti sociali nei confronti della società e per l’opponibilità del trasferimento a terzi in buona fede, anche quando il patrimonio della srl comprenda beni immobili.

E anche se non è del tutto vero che la quota sia completamente separata dai beni che costituiscono il patrimonio sociale – potendo le parti del trasferimento fare espresso riferimento ad essi mediante la previsione di specifiche garanzie contrattuali, ovvero potendo ritenersi giustificato l’affidamento su di essi del cessionario alla stregua del principio di buona fede – ciò non può condurre alla correttezza dell’affermazione secondo cui la confisca della quota di partecipazione all’intero capitale di una srl estende i suoi effetti ai beni compresi nel patrimonio sociale.

Su tali beni, peraltro, è possibile la confisca per equivalente nel caso in cui la società sia priva di autonomia e rappresenti solo uno schermo attraverso il quale il reo agisca come effettivo titolare dei beni stessi (cfr. Cass. SS.UU. n. 10561/2014).

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