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Domenica, 16 dicembre 2018

Notizie in breve

Niente sterilizzazione dei crediti da finanziamento infragruppo in assenza di duplicazione dell’ACE

/ REDAZIONE

Giovedì, 6 dicembre 2018

Con la risposta a interpello n. 95 di ieri, l’Agenzia delle Entrate torna sulla disapplicazione delle specifiche disposizioni antielusive ACE, con particolare riferimento alla fattispecie di incremento dei crediti da finanziamento nei confronti di società del gruppo di cui all’art. 10 comma 3 lett. e) del DM 14 marzo 2012.
L’intento perseguito dal legislatore con la citata disposizione è quello di impedire che una stessa somma di denaro, attraverso “atti di apporto a catena”, accresca il capitale proprio di più entità giuridiche incluse nello stesso gruppo d’imprese; secondo la relazione illustrativa al decreto ACE, infatti, le finalità perseguite sono “tese ad evitare, soprattutto nell’ambito dei gruppi societari, effetti moltiplicativi del beneficio”.

Nella fattispecie in esame, al 31 dicembre 2017 la società Beta (incorporata poi da Alfa) presentava un incremento di crediti da finanziamento verso le controllate A, B, C, D. Tale circostanza sarebbe idonea ad attivare le sterilizzazioni previste dall’art. 10, comma 3, lett. e) del DM.
Tuttavia, è stato chiarito che nessuna delle società beneficiarie dei suddetti finanziamenti ha a sua volta effettuato conferimenti, finanziamenti, pagamenti di corrispettivi per acquisti di partecipazioni, aziende o rami di azienda in società residenti appartenenti al gruppo. Infatti, nessuna delle finanziate, nel periodo 2011-2017, ha detenuto partecipazioni in ulteriori soggetti residenti del gruppo né ha incrementato i propri crediti finanziari in favore di tali soggetti, il che esclude che i finanziamenti oggetto dell’istanza di disapplicazione abbiano potuto dare luogo a effetti duplicativi del beneficio che la disciplina antielusiva speciale dell’art. 10, comma 3 del decreto ACE intende contrastare.

Pertanto, la società incorporante Alfa non deve sterilizzare la relativa base di calcolo ACE di un importo corrispondente ai finanziamenti che, al 31 dicembre 2017, risultavano in essere tra l’incorporata Beta e le proprie controllate.

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