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Mercoledì, 16 gennaio 2019 - Aggiornato alle 6.00

Notizie in breve

Gli ex rider hanno il diritto alle somme maturate in base al CCNL logistica-trasporto merci

/ REDAZIONE

Sabato, 12 gennaio 2019

La Corte d’Appello di Torino con dispositivo reso noto nella giornata di ieri ha parzialmente accolto l’appello presentato da cinque ex rider Foodora, che avevano visto respingersi il ricorso proposto in primo grado dal Tribunale di Torino (si veda “Il Jobs Act non limita le collaborazioni coordinate e continuative” del 14 maggio 2018).

Con la sentenza del 7 maggio 2018 il giudice di prime cure aveva escluso la natura subordinata del rapporto dei lavoratori che per conto di Foodora effettuavano consegne a domicilio di pasti preparati dai ristoranti; il giudice aveva ritenuto determinante il fatto che tanto i rider potevano dare la propria disponibilità per uno dei turni di lavoro indicati da Foodora quanto a sua volta la società poteva accettare tale disponibilità, inserendoli nei turni oppure no.

La sentenza aveva poi analizzato nel dettaglio anche le concrete modalità di gestione del rapporto di lavoro una volta che il lavoratore era concretamente inserito nel turno, arrivando a escludere che anche sotto questo profilo vi fosse un concreto esercizio del potere direttivo e disciplinare da parte della società.

La Corte d’Appello di Torino, invece, ieri ha accertato e dichiarato il diritto degli appellanti ex art. 2 del DLgs. 81/2015 a vedersi corrispondere quanto maturato in relazione all’attività lavorativa da loro effettivamente prestata in favore di Foodora sulla base della retribuzione diretta, indiretta e differita stabilita per i dipendenti del quinto livello del contratto collettivo logistica-trasporto merci dedotto quanto percepito.

La Corte ha inoltre condannato la società al rimborso in favore dei ricorrenti di un terzo delle spese di lite, compensando i restanti due terzi. L’appello è stato per il resto respinto. Si resta dunque in attesa del deposito della sentenza e delle motivazioni.

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