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Martedì, 20 agosto 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Confisca diretta del denaro solo se i soldi erano sul conto al momento dell’omissione

/ REDAZIONE

Martedì, 12 febbraio 2019

La Cassazione, nella sentenza n. 6348/2019, dopo aver ricordato come il profitto dei reati tributari sia confiscabile sia in forma diretta che per equivalente, ha precisato che la distinzione assume importanza soprattutto con riferimento al sequestro del denaro, bene fungibile per eccellenza, rispetto al quale si pone il problema di stabilire se lo stesso sia suscettibile di confisca diretta o per equivalente e di verificare, di conseguenza, se lo stesso possa essere oggetto di apprensione senza dover dimostrare l’esistenza di un nesso pertinenziale tra bene e reato, ovvero una relazione diretta tra il bene sequestrato e il reato del quale costituiva il profitto illecito, inteso quale utilità acquisita mediante la condotta criminosa.

Se, in linea generale, è possibile ravvisare in tal caso una confisca diretta, occorre comunque considerare che la natura fungibile del denaro non consente la confisca diretta delle somme depositate sul conto corrente del reo, ove si abbia la prova che le stesse non possano in alcun modo derivare dal reato e costituire, pertanto, profitto dell’illecito. Si pensi, ad esempio, al caso in cui le predette somme siano corrispondenti a rimesse effettuate da terzi successivamente alla scadenza del termine per il versamento delle ritenute in esecuzione di un concordato preventivo; di talché le stesse neppure possono, evidentemente, rappresentare il risultato della mancata decurtazione del patrimonio quale conseguenza del mancato versamento delle imposte (in altri termini, del “risparmio di imposta”).

In quest’ottica, quindi, ipotizzando che il contribuente sia titolare di un rapporto di conto corrente che, alla scadenza del termine per il pagamento dell’imposta, presenti un saldo negativo, è chiaro che il denaro versato successivamente non può essere ritenuto “profitto” (diretto) del reato, ma unità di misura equivalente al debito tributario scaduto e non onorato.
Qualora, invece, il conto presenti, alla scadenza, saldi attivi, il profitto dell’omesso versamento dell’imposta equivale al correlativo mancato decremento del saldo.

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