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Giovedì, 22 agosto 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Disapplicazione dei limiti al riporto delle eccedenze ACE anche in assenza di personale

/ REDAZIONE

Giovedì, 14 febbraio 2019

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 52 di ieri, analizza la possibilità di disapplicare le limitazioni previste dall’art. 172 comma 7 del TUIR per il riporto dell’eccedenza ACE nel caso di fusione di società totalmente controllata che esercita attività immobiliare, con mancanza di spese per prestazioni di lavoro subordinato.
In relazione all’assenza di costi del personale, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che “la mancanza assoluta di tale spesa in bilancio non è, da sola, sintomo di scarsa vitalità aziendale, atteso che tale voce molto frequentemente non compare nei bilanci di tale tipo di società” (ris. nn. 337/2002 e 148/2008).

Secondo quanto indicato nell’istanza, la mancanza dei costi del personale dell’immobiliare e, in genere, di personale è dovuta alla “natura dell’attività” (sostanzialmente un’attività di immobiliare di gestione) e alla sua “struttura organizzativa”.
Viene quindi osservato che, sulla base della sola circostanza della mancanza di costi del personale, non è possibile desumere la qualifica della società come bara fiscale e/o come un soggetto depotenziato in vista dell’operazione straordinaria (all’esito della quale si intende riportare l’indicata eccedenza ACE).

L’Agenzia delle Entrate ritiene quindi che la richiesta disapplicazione, nei confronti della sola società controllata, delle limitazioni di cui all’art. 172 comma 7 del TUIR in relazione alla fusione, possa essere accolta.
Resta fermo, ai sensi dell’art. 10-bis della L. 212/2000, ogni potere di controllo dell’Amministrazione finanziaria volto a verificare se l’intera operazione presenti profili di abuso del diritto.

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