X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Lunedì, 25 marzo 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Pensione di reversibilità anche per l’ex coniuge non titolare di assegno di mantenimento

/ REDAZIONE

Sabato, 16 marzo 2019

Con la sentenza n. 7464 depositata ieri la Cassazione ha accolto il ricorso della ex moglie superstite, non titolare dell’assegno di mantenimento, volto ad ottenere la pensione di reversibilità dell’ex coniuge defunto.

Nel caso in esame, la Corte d’Appello aveva negato alla vedova tale trattamento previdenziale non avendo diritto all’erogazione in suo favore di alimenti da parte dell’ex coniuge.

La pronuncia di ieri, invece, nel riformare la sentenza dei giudici di secondo grado, si inserisce nell’ormai consolidato orientamento della Cassazione sul punto, per cui la pensione di reversibilità va riconosciuta non solo in favore del coniuge separato titolare di assegno di mantenimento, ma anche – a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 286/1987 – al coniuge separato per colpa o con addebito, equiparato sotto ogni profilo al coniuge superstite (separato o non) ed in favore del quale opera la presunzione legale di vivenza a carico del lavoratore al momento della morte.

Si ricorda che con la predetta sentenza n. 286/1987 la Corte Costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 24 della L. 30 aprile 1969 n. 153 nonché dell’art. 23 comma 4 della L. 18 agosto 1962 n. 1357 nella parte in cui escludevano dall’erogazione della pensione di riversibilità il coniuge separato per colpa.

La Cassazione ha chiarito dunque, ancora una volta, che sia al coniuge separato per colpa sia al coniuge separato con addebito spetta la pensione di reversibilità in quanto l’unico requisito richiesto dalla legge a tal fine è l’esistenza del rapporto coniugale con il coniuge defunto, pensionato o assicurato.

TORNA SU