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Martedì, 25 giugno 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Il trasferimento alla cessionaria dei contratti coi clienti può configurare cessione di ramo d’azienda

/ REDAZIONE

Martedì, 26 marzo 2019

Configura cessione di ramo d’azienda e non una cessione di contratti l’operazione posta in essere da una società, avente a oggetto l’attività di archiviazione elettronica conservativa, che viene realizzata trasferendo alla cessionaria i contratti con i clienti e risolvendo il contratto di concessione già esistente con la cessionaria medesima.
Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate nella risposta n. 81, pubblicata ieri. 

La fattispecie presentava alcuni elementi peculiari, che hanno indotto l’Agenzia a qualificare l’operazione come cessione di ramo d’azienda. 
In particolare, la cessione avveniva tra due società già legate da un contratto di concessione che, al momento della cessione, viene risolto.
Nello specifico, Y (società cedente) svolgeva la propria attività (servizio di archiviazione elettronica conservativa ed altri servizi accessori) per mezzo della società X (cessionaria) con la quale aveva stipulato un contratto di concessione.
Oggetto della cessione tra le parti è proprio l’attività che, finora, era svolta da Y (cedente) in forza del contratto di concessione con X che, a seguito dell’operazione, continuerà a svolgere l’attività in questione, ma nel proprio diretto interesse.

In breve, quindi, Y cede a X i contratti stipulati coi clienti e risolve il contratto di concessione: “la contestuale risoluzione del contratto concessorio stipulato tra le parti, che costituisce l’elemento fondamentale dell’attività svolta da Y, in quanto senza lo stesso Y non potrebbe offrire i servizi ai propri clienti, e la circostanza che ad acquistare i clienti sia la concessionaria medesima, consente di affermare che l’operazione descritta sia qualificabile come cessione di un ramo d’azienda”.

Dalla qualificazione del contratto come cessione di azienda deriva, dal punto di vista dell’imposizione indiretta, l’esclusione da IVA (art. 2 comma 1 lett. b) del DPR 633/72) e l’applicazione dell’imposta di registro del 3% (art. 2 della Tariffa, parte I, allegata al DPR 131/86), atteso che l’azienda presenta solo componente mobiliare (art. 23 del DPR 131/86). 

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