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Giovedì, 18 aprile 2019 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

I consulenti del lavoro sono preparati e possono occuparsi di crisi d’impresa

Martedì, 16 aprile 2019

Spettabile Redazione,
in data odierna (sabato 13 aprile, ndr) leggo l’intervista al nuovo Presidente della Conferenza permanente degli Ordini dei Dottori commercialisti delle Tre Venezie nonché Presidente dell’Ordine di Bolzano, Claudio Zago (si veda “Zago: «Semplificazioni e più ascolto dalla politica»” del 13 aprile 2019). Devo prendere le distanze da quanto da lui affermato in termini di preparazione accademica dei Consulenti del Lavoro.

Per accedere al tirocinio obbligatorio (18 mesi, stesso periodo dei Commercialisti e degli Esperti Contabili) al fine di poter sostenere l’esame di Stato di Consulente del Lavoro è necessaria la laurea triennale, specialistica o magistrale in Scienze economiche o in Giurisprudenza.

L’esame di Stato verte su due prove scritte di cui una teorico/pratica di diritto tributario, mentre l’esame orale annovera tra le materie anche la Ragioneria. Basterà dare uno sguardo, anche fugace, all’Approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro del 12 marzo 2019.

Per questo, l’inserimento dei Consulenti del Lavoro tra gli attori nella gestione della crisi d’impresa (non dimentichiamo in tale ambito la necessità di gestire il personale dipendente) è semplicemente il naturale coronamento di un serio percorso di studio e di aggiornamento continuo (siamo stati tra i primi Ordini in Italia a rendere obbligatoria la formazione continua!), nonché il riconoscimento di una professionalità acquisita quotidianamente sul campo e non il frutto di una “manina che dalla sera alla mattina cambia il testo di un decreto legge”.


Loris De Bernardo
Presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Bolzano

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