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Martedì, 25 giugno 2019 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Sull’organo di controllo nelle srl non dimentichiamo l’interesse collettivo

Martedì, 11 giugno 2019

Egregio Direttore,
ciò che mi stupisce nel leggere ed ascoltare le opinioni di politici, imprenditori, ma soprattutto di colleghi, sul tema della nomina dell’organo di controllo delle srl è che nessuno si è soffermato su quelli che, a mio modesto parere, dovrebbero essere temi tali da sostenere la riforma dell’art. 2477 c.c. così come concepita dalla commissione Rordorf.

Nello specifico:
- le srl di medio piccole dimensioni sono le società con il maggior numero di fallimenti, e quindi le società che finiscono per causare i maggiori danni a dipendenti, fornitori, erario, INPS... e quindi in estrema sintesi al sistema economico e sociale;
- è evidente che la presenza di un organo di controllo in queste società ridurrebbe drasticamente quei comportamenti prodromici al fallimento (un esempio su tutti: il valore delle rimanenze finali nelle piccole srl commerciali);
- noi professionisti, nel caso specifico non dimentichiamolo revisori legali prima ancora che dottori commercialisti, abbiamo l’ obbligo di migliorare il nostro livello di preparazione specifica per non essere visti come un onere ma come un valore aggiunto e conseguentemente vederci riconoscere un adeguato compenso;
- in ultimo quello che dovrebbe rappresentare, se non vivessimo in un Paese dove ogni riforma viene strumentalizzata a fini politici, l’argomento in grado di spegnere ogni e qualsiasi polemica: non esiste alcun obbligo per un imprenditore di mantenere la formula della srl. Perché non fare una bella trasformazione regressiva ed evitare così la nomina dell’organo di controllo? La verità, cari colleghi, sta nel comprensibile e certamente legittimo desiderio degli imprenditori di non voler mettere a garanzia della collettività il proprio patrimonio personale!

Questo a mio parere è il vero problema che nessuno evidenzia ma che ben rappresenta, più in generale, la nostra società attuale: la difesa dell’interesse personale viene prima ancora di quello collettivo dimenticando che all’interno dell’interesse collettivo ci siamo noi, i nostri figli, i nostri amici, i nostri parenti, ma soprattutto il futuro nostro e del nostro Paese che passa anche e soprattutto attraverso strumenti di tutela dell’interesse collettivo.


Piero Landi
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bologna

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