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Mercoledì, 21 agosto 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

La nota di credito per l’operazione in split payment non incide sulla liquidazione del fornitore

/ REDAZIONE

Venerdì, 19 luglio 2019

Con la risposta a interpello n. 263 pubblicata ieri, 18 luglio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha esaminato le modalità di emissione delle note di variazione IVA, a fronte dell’errata fatturazione di operazioni alle quali è stato applicato il meccanismo dello split payment (art. 17-ter del DPR 633/72).

Qualora nella predetta situazione il fornitore emetta una nota di variazione in diminuzione, come già precisato nella circ. Agenzia delle Entrate n. 15/2015:
- la nota deve essere numerata, indicare l’ammontare della variazione e della relativa imposta nonché fare esplicito riferimento alla fattura originaria emessa;
- poiché la rettifica riguarda un’imposta che non è confluita nella liquidazione periodica del fornitore, quest’ultimo non può portare in detrazione l’IVA corrispondente alla variazione, ma deve limitarsi a procedere solo ad apposita annotazione in rettifica nel registro delle fatture (art. 23 del DPR 633/72) non determinandosi alcun effetto nella relativa liquidazione periodica.

Nel predetto caso, la Pubblica Amministrazione cessionaria o committente può recuperare l’IVA versata in eccesso con il meccanismo dello split payment attraverso le seguenti modalità:
- se l’acquisto è stato effettuato nell’ambito commerciale, annotando contestualmente la nota di variazione nel registro delle fatture o dei corrispettivi (artt. 23 e 24 del DPR 633/72) e in quello degli acquisti (art. 25 del DPR 633/72);
- se l’acquisto è stato effettuato nella sfera istituzionale non commerciale, scomputando l’eccedenza d’imposta dai successivi versamenti IVA da effettuare nell’ambito della scissione dei pagamenti.

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