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Martedì, 19 novembre 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

I rimborsi per mancato guadagno ai volontari sono lucro cessante

/ REDAZIONE

Venerdì, 8 novembre 2019

Con la risposta a interpello n. 474 di ieri, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il rimborso per il mancato guadagno giornaliero corrisposto ex art. 9 comma 10 del DPR 194/2001 ai volontari lavoratori autonomi costituisce lucro cessante per il percipiente.

Ai sensi dell’abrogato art. 9 comma 10 del DPR 194/2001, sostituito dall’art. 39 comma 5 del DLgs. 1/2018, ai volontari lavoratori autonomi appartenenti alle organizzazioni di volontariato riconosciute e legittimamente impiegati in attività di protezione civile, che ne fanno richiesta, è corrisposto un rimborso per il mancato guadagno giornaliero calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi presentata l’anno precedente a quello in cui è stata prestata l’opera di volontariato, nel limite di 103,29 euro giornalieri lordi.

In linea generale, sono imponibili le somme corrisposte al contribuente in sostituzione di mancati guadagni (c.d. lucro cessante), sia presenti che futuri, purché riconducibili alle categorie reddituali di cui all’art. 6, comma 1 del TUIR, mentre non assumono rilevanza reddituale le indennità risarcitorie erogate a fronte della perdita economica subìta dal percipiente e che si concretizza in una diminuzione del suo patrimonio (c.d. danno emergente). La qualificazione di un determinato provento quale lucro cessante o danno emergente non è rimessa alla volontà delle parti ma è un compito riservato al legislatore o all’Autorità giudiziaria.

Nel caso di specie, secondo l’Agenzia il rimborso per il mancato guadagno giornaliero corrisposto ai volontari lavoratori autonomi costituisce, per espressa previsione normativa, lucro cessante per il percipiente, in quanto sostitutivo del mancato guadagno giornaliero. Non rileva quindi l’attività volontaria effettivamente svolta dal professionista, ossia se, ad esempio, l’ingegnere presta un’attività di volontariato rientrante nell’ambito della propria professione o meno.

Tale rimborso deve essere regolarmente fatturato da parte del lavoratore autonomo, trattandosi di compensi costituenti per il percipiente reddito di lavoro autonomo.

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