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Sabato, 14 dicembre 2019 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

La giurisprudenza dà sempre più spazio al licenziamento ritorsivo

La maggiore attenzione rischia di portare i giudici a travalicare i confini della fattispecie, come sembra sia avvenuto con una pronuncia depositata ieri

/ Luca NEGRINI

Martedì, 3 dicembre 2019

Dopo la riforma della disciplina dei licenziamenti, operata prima con la L. 92/2012 che ha modificato l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e poi con il DLgs. 23/2015 che ha introdotto il contratto a tutele crescenti, il tema della natura ritorsiva del licenziamento viene portato all’attenzione dei giudici sempre più di frequente, in quanto resta una delle poche ipotesi in cui al lavoratore viene riconosciuta una tutela reintegratoria piena, con la quale al ripristino del rapporto si accompagna il diritto al pagamento di tutte le retribuzioni perse, come era nell’originario regime dell’art. 18 della L. 300/70.

La maggiore attenzione al licenziamento ritorsivo rischia, però, di portare i giudici a travalicare i confini della fattispecie, come sembra sia avvenuto con

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