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Domenica, 26 gennaio 2020

LETTERE

Sugli organi di controllo caos previsto, la proroga non era l’unica soluzione

Martedì, 10 dicembre 2019

Caro Direttore,
ci siamo, la scadenza del 16 dicembre relativa alla nomina degli organi di controllo è ormai alle porte.

Il caos, facilmente previsto da tutti coloro che svolgono la nostra professione quotidianamente sul campo, si sta concretizzando: se ancora tantissime sono le società che si dichiarano impreparate alle nuove attività di controllo, per quel che ci riguarda, non meno sono i revisori che, a prescindere, sono nella incertezza se assumere o meno gli incarichi, tra responsabilità indeterminate e remunerazioni diffusamente legate al gioco al ribasso.

Dalle notizie degli ultimi giorni, leggiamo che l’unica proposta concreta è costituita da una richiesta di proroga del termine del 16 dicembre, più o meno con rinvio delle nomine all’assemblea di bilancio. La solita proroga.

Sarebbe stato sufficiente, per tempo e con un po’ di impegno di tutti, chiedere a viva voce semplicemente una maggiore chiarezza della norma e qualche integrazione: per le responsabilità, che in capo al revisore non possono assolutamente essere illimitate; per i compensi, che, a garanzia della normativa e del mercato, non possono essere liberamente predeterminabili tra le parti, con i parametri del decreto 140/2012 che, nella ben nota distorsione, fungono da benchmark massimo.

Partiamo dalle responsabilità: in considerazione dell’ampiezza delle problematiche aziendali, è assolutamente impensabile che il revisore possa sapere di tutto e di più dell’azienda, del pari dell’amministratore; già da questo banale primo aspetto, al quale se ne possono aggiungere tanti altri, sarebbe ben logica una conseguente graduazione delle responsabilità dei rispettivi ruoli.

In tema di compensi al revisore, appare evidente che una specifica norma in materia di tariffazione potrebbe essere indicativa e garante di trasparenza e di indipendenza delle relazioni tra revisore e società; di più, una correlazione tra remunerazione e responsabilità stabilite in multipli potrebbe maggiormente creare quegli evidenti elementi di qualità e quantità dell’impegno del professionista, svincolandolo dal pericolosissimo vortice degli onorari: contenuti “per non perdere il cliente”, e che magari “giustificano” attività di controllo frettolose e sommarie, con la evidente conseguenza delle infinite responsabilità in capo al revisore.

La norma è stata emanata ormai da tanto tempo: la categoria ha avuto tutto il tempo, davvero tanto tempo, per le riflessioni su modalità e proposte per la migliore applicazione, se non altro in considerazione delle enormi opportunità di incarichi che ne possono conseguire.

Ora credo che non resti altro che da sperare nella proroga e che qualcuno, tra mille tensioni già note delle ormai imminenti elezioni dei vertici della nostra categoria, si ricordi anche di affrontare immediatamente e con la dovuta incisività questo problema.


Gianni Tomo
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli

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