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Venerdì, 10 aprile 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Non imponibilità IVA per i servizi di carico e scarico in aree portuali

/ REDAZIONE

Giovedì, 26 marzo 2020

L’Agenzia delle Entrate, nella risposta a interpello 25 marzo 2020 n. 95, ha affrontato il caso di una società a partecipazione pubblica che ha acquistato la proprietà di alcuni terreni e capannoni in ambito portuale e autoportuale, con l’intento di realizzare lavori e opere su tali aree, invocando il regime di non imponibilità IVA ex art. 9 comma 1 n. 6 del DPR 633/72. Principalmente, la società eseguiva prestazioni di servizi di scarico, deposito e carico delle merci.

Come ricordato dalle Entrate, la norma richiamata riconosce la non imponibilità per i “servizi prestati nei porti (...) che riflettono direttamente il funzionamento e la manutenzione degli impianti ovvero il movimento di beni o mezzi di trasporto”.

Si tratta di un regime subordinato alla duplice condizione che le prestazioni siano svolte nell’ambito del porto e riflettano direttamente il funzionamento e la manutenzione degli impianti ovvero il movimento di beni o mezzi di trasporto.
In merito al secondo requisito, è stato specificato, ai sensi dell’art. 3 comma 13 del DL 90/90 convertito, che “tra i servizi prestati nei porti,... riflettenti direttamente il funzionamento e la manutenzione degli impianti ovvero il movimento di beni o mezzi di trasporto, di cui all’articolo 9, n. 6), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si intendono compresi anche quelli di rifacimento, completamento, ampliamento, ammodernamento, ristrutturazione e riqualificazione degli impianti già esistenti, pur se tali opere vengono dislocate, all’interno dei predetti luoghi, in sede diversa dalla precedente”.

In precedenza, sul punto, la risoluzione n. 226/2008 aveva precisato che rientra nella norma agevolativa anche la realizzazione in porti già esistenti di opere previste dal piano regolatore portuale ovvero gli “adeguamenti tecnico-funzionali”, poiché qualificabili come attività di “ampliamento, ammodernamento e riqualificazione degli stessi”.
Il regime di non imponibilità risulta applicabile, secondo le Entrate, anche ai “servizi indispensabili per il rapido spostamento delle merci o mezzi di trasporto” (cfr. risoluzione n. 176/2000).

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