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Sabato, 6 giugno 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Obbligatorio l’isolamento del dipendente «sintomatico» nei protocolli anticontagio

/ REDAZIONE

Mercoledì, 8 aprile 2020

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Nella giornata di ieri, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha dato notizia di aver elaborato una guida pratica per procedere alla valutazione del rischio aziendale in questo periodo di emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di COVID-19, alla luce delle indicazioni contenute nel “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” (si veda “Protocolli anti contagio COVID-19 obbligatori per l’azienda” del 16 marzo 2020).

Il documento riassume le condotte che i datori di lavoro, nell’adottare protocolli aziendali anticontagio, sono tenuti a seguire per poter garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro ai dipendenti e a coloro che accedano agli spazi aziendali, nonché i dispositivi di protezione individuale da adottare e le misure da mettere in pratica nell’eventualità in cui un dipendente manifesti sintomi compatibili con l’infezione da coronavirus. In tal caso, il dipendente dovrà avvisare immediatamente l’ufficio del personale, che dovrà procedere ad isolarlo e ad avvisare le Autorità sanitarie competenti; in caso di esito positivo al tampone, l’azienda dovrà altresì collaborare con le Autorità competenti per la definizione degli eventuali “contatti stretti” della persona risultata positiva al tampone COVID-19 e, nel periodo dell’indagine, potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

Tra le condotte da mettere in pratica per tutelare salute e sicurezza dei lavoratori, la Fondazione ricorda quanto già previsto nel Protocollo condiviso; a titolo esemplificativo, l’azienda potrà disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart working o comunque a distanza, procedere ad una rimodulazione dei livelli produttivi, assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili, utilizzare lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte presso il domicilio o a distanza, sospendere e annullare tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali.

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