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Martedì, 2 giugno 2020 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Bene l’idea della scuola politica, perché non creare una nostra piazza virtuale?

Giovedì, 7 maggio 2020

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Gentile Redazione,
ho letto sul vostro quotidiano la notizia che il nostro Consiglio nazionale starebbe lanciando una “scuola politica” per i commercialisti (si veda “Il CNDCEC lancia la «scuola politica» dei commercialisti” del 29 aprile) per formare chi avrebbe intenzione di ricoprire ruoli di responsabilità e rappresentanza nella categoria. Un messaggio “di normalità”, per preparare la categoria e la futura classe dirigente a uno scenario post virus.
Si tratta di una iniziativa lodevole perché volta a fare strategia all’interno della nostra categoria al fine di elevare gli standard di competenza dei nostri colleghi, nella politica e nelle istituzioni a ogni livello (così come ribadito nell’articolo citato).

Riprendo queste considerazioni, che condivido pienamente, facendo riferimento anche a quanto detto dal Vicepresidente Luchetta: per svolgere determinati ruoli servono passione e abnegazione. Su questa scia lancio la mia proposta al nostro Consiglio: perché non dare voce agli spunti dei colleghi in questa fase delicata che richiede un “cambio di passo” ai nostri studi in uno scenario post virus? Perché non creare uno spazio dedicato a infondere sicurezza e coraggio fra di noi? Perché non incentivare, quindi, una sorta di “riunione periodica virtuale” nazionale fra noi iscritti?

Si potrebbe al riguardo ipotizzare di sfruttare il nostro giornale di categoria, Press, per renderlo più dinamico e pensato per la base: pezzi di stimolo, non solo informativi; rubriche fisse per trattare certe dinamiche (penso a commenti critici e di riflessione sulla normativa ma anche a contributi sulle strategie degli studi professionali nel post virus, a “pillole” di deontologia e a uno spazio lasciato a chi rappresenta il presente e il futuro della professione: i giovani colleghi, i neo-abilitati e i praticanti al fine di favorire senso di appartenenza e ottica proattiva nei più giovani) e anche a spazi fissi lasciati alle commissioni di studio degli Ordini locali.

Ora che il nostro Consiglio ha gettato le basi per la creazione della “scuola politica” della professione, abbiamo l’occasione storica di creare la nostra “piazza virtuale” attraverso un ripensamento del nostro giornale nazionale, Press. Ciò senza nulla togliere a quelle riviste che in questi anni hanno dato (e stanno dando) voce alle nostre opinioni – penso a Eutekne.info a livello nazionale e nel nostro contesto del Triveneto a Il Commercialista Veneto – che chiaramente hanno per forza di cose un ruolo diverso da quello cui dovrebbe tendere Press.
E a mio avviso sarebbe sbagliato rimandare queste operazioni strategiche per la categoria nel post virus. Occorre agire avendo a mente i due fronti: emergenza coronavirus e gestione professionale “a regime”. Proprio come ha ipotizzato il nostro Consiglio. È un’idea stimolante – a mio avviso – su cui lavorare.


Andrea Cecchetto
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza

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