X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Lunedì, 6 luglio 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Incentivo per assumere chi ha l’assegno di ricollocazione con istanza on line

Modulo «BADR» per l’esonero pari al 50% degli oneri contributivi a carico del datore, che ha una durata variabile in relazione alla tipologia di contratto

/ Daniele SILVESTRO

Martedì, 30 giugno 2020

x
STAMPA

download PDF download PDF

Per poter fruire dell’esonero contributivo per l’assunzione di lavoratori beneficiari dell’assegno di ricollocazione, il datore di lavoro è tenuto a presentare un’istanza on line per chiederne l’ammissione e, dopo l’autorizzazione, procedere con il conguaglio/compensazione.
Questo è quanto emerge con la circ. n. 77/2020, con cui l’INPS ha illustrato la normativa relativa all’esonero contributivo previsto dall’art. 24-bis comma 6 del DLgs. 148/2015, fornendo al tempo stesso anche le istruzioni operative ai datori di lavoro.

Si ricorda che detto esonero è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla natura di imprenditore, compresi i datori di lavoro del settore agricolo, mentre non trova applicazione nei confronti delle pubbliche amministrazioni, individuabili assumendo a riferimento la nozione e l’elencazione recate dall’art. 1 comma 2 del DLgs. 165/2001.

Ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’incentivo consiste in un esonero pari al 50% degli oneri contributivi complessivi a carico del datore (esclusi, per espressa previsione normativa, i premi e i contributi dovuti all’INAIL), per un importo massimo pari a 4.030 euro annui. Secondo quanto precisato dallo stesso Istituto, sono esclusi anche: il contributo, pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua; il contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”, nonché ai Fondi di cui agli artt. 26, 27, 28 e 29 del DLgs. 148/2015.

Con particolare riferimento ai datori di lavoro agricolo, nel calcolo dell’ammontare del beneficio spettante si terrà conto della quota di contribuzione dovuta dal datore di lavoro ai fini pensionistici, al netto degli esoneri per zone montane e svantaggiate per la manodopera occupata nei Comuni ricadenti nelle suddette zone.

L’incentivo spetta per le assunzioni, anche a scopo di somministrazione, sia a tempo determinato che indeterminato, compresi i rapporti di apprendistato. Allo stesso modo, l’incentivo è riconoscibile per i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro. L’agevolazione può essere riconosciuta anche in caso di rapporto a tempo parziale, fermo restando che in tali ipotesi la misura della soglia massima di esonero (4.030 euro) deve essere ridotta sulla base della durata dello specifico orario di lavoro.

Invece, l’esonero non riguarda le assunzioni effettuate con contratto di lavoro domestico o intermittente, nonché per le prestazioni occasionali.

La durata dell’incentivo varia in funzione del tipo di rapporto di lavoro con il quale il lavoratore viene assunto. In particolare, per i rapporti a tempo determinato la durata dell’agevolazione è pari al massimo a 12 mesi, diversamente, nelle ipotesi di assunzione a tempo indeterminato, la durata è pari a 18 mesi. Nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento, il rapporto di lavoro a tempo determinato venga trasformato in un contratto a tempo indeterminato, il beneficio contributivo per tale rapporto trasformato da determinato a indeterminato spetta complessivamente fino a un massimo di 18 mesi.

La circolare in commento prevede inoltre che l’esonero contributivo sia cumulabile con altre riduzioni delle aliquote di finanziamento previste dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione datoriale effettivamente dovuta. Ad esempio, il predetto esonero contributivo è cumulabile con l’incentivo per l’assunzione di: lavoratori con più di 50 anni di età disoccupati da oltre 12 mesi; donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (ovvero prive di impiego da almeno 6 mesi e appartenenti a particolari aree o settori economici o professioni); lavoratori disabili; beneficiari della NASpI.

Fruizione mediante conguaglio/compensazione nelle denunce contributive

Dal punto di vista operativo, ai fini della fruizione del beneficio, il datore di lavoro interessato deve inoltrare all’INPS, attraverso il modulo on line “BADR” (predisposto dall’Istituto sul proprio sito internet), nella sezione denominata “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)”, una domanda di ammissione all’agevolazione. In caso di esito positivo dei controlli da parte dell’INPS, il datore di lavoro potrà fruire del beneficio mediante conguaglio/compensazione nelle denunce contributive (UniEmens o DMAG), seguendo le istruzioni riportate dall’Istituto con la circolare in commento.

Infine, si sottolinea che il diritto alla fruizione dell’esonero contributivo è subordinato al rispetto sia dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione stabiliti dall’art. 31 del DLgs. 150/2015, sia delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori.

TORNA SU