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Lunedì, 6 luglio 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

In fase di prima applicazione richieste di anticipo CIG entro il 3 luglio

L’INPS comunica il termine di presentazione delle domande per i periodi di sospensione iniziati prima del 18 giugno 2020

/ Luca MAMONE

Martedì, 30 giugno 2020

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L’art. 22-quater comma 4 del DL 18/2020 (decreto “Cura Italia”), introdotto dal DL 34/2020 (c.d. decreto “Rilancio”), intervenendo con riferimento ai trattamenti di integrazione salariale in deroga con causale COVID-19 concessi dopo le prime 9 settimane di fruizione, prevede che, in occasione della richiesta di pagamento diretto, l’INPS autorizzi le domande e disponga l’anticipazione di pagamento del trattamento, nella misura del 40% delle ore autorizzate nell’intero periodo, entro 15 giorni dal ricevimento delle domande stesse.

In virtù del richiamo operato dal successivo art. 22-quinquies del decreto “Cura Italia”, anch’esso introdotto dal DL 34/2020, la predetta disciplina dell’anticipo del pagamento diretto trova applicazione anche ai trattamenti di CIGO e di assegno ordinario limitatamente alle domande presentate a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto “Rilancio”, ossia dal 18 giugno 2020.

In relazione alla predetta anticipazione è recentemente intervenuto l’INPS con la circ. n. 78/2020, fornendo le istruzioni e chiarimenti ai fini dell’accesso al beneficio.
Va detto che il datore di lavoro che si avvale del pagamento diretto trasmette la domanda di CIG entro il quindicesimo giorno dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa (art. 22-quater comma 4 del DL 18/2020).
Sul punto, l’Istituto previdenziale chiarisce subito che in fase di prima applicazione, se il periodo di sospensione o di riduzione ha avuto inizio prima dello scorso 18 giugno, l’istanza va presentata entro il quindicesimo giorno successivo alla medesima data, vale a dire entro il 3 luglio 2020.

La domanda deve essere presentata, anche tramite intermediario abilitato, esclusivamente in via telematica, tramite i consueti canali previsti per l’integrazione salariale che si intende chiedere. In particolare, per quanto riguarda la CIGO la domanda andrà presentata tramite i “Servizi per aziende e consulenti” - “CIG e Fondi di Solidarietà” - “Cig Ordinaria”.

Invece, per la Cassa integrazione in deroga la domanda va presentata, sempre tramite i “Servizi per aziende e consulenti” - “CIG e Fondi di Solidarietà”, selezionando l’opzione “CIG in Deroga INPS”.
Per quanto concerne l’assegno ordinario, la domanda andrà presentata tramite i “Servizi per aziende e consulenti” - “CIG e Fondi di Solidarietà”, selezionando l’opzione “Fondi di solidarietà”.

Nell’ipotesi di richiesta di pagamento diretto da parte dell’INPS, all’interno delle sopracitate procedure di domanda sarà contestualmente possibile chiedere anche l’anticipazione del 40%, selezionando l’apposita opzione che sarà automaticamente impostata sul “SI”. Pertanto, se l’azienda non intende accedere al beneficio dell’anticipazione, deve espressamente indicare l’opzione di rinuncia.

Come precisato nella circ. n. 78/2020, selezionando l’opzione “SI” occorrerà indicare anche il codice fiscale e l’IBAN dei lavoratori interessati dal trattamento di integrazione salariale, nonché le ore di cassa integrazione, ovvero di assegno ordinario, specificate per ogni singolo lavoratore.

Sul punto, l’INPS precisa che il numero complessivo di ore richieste per l’intero periodo non potrà essere inferiore al numero di ore risultante dalla somma delle richieste parziali per ogni singolo lavoratore inserite nella richiesta di anticipo. Viceversa, sarà possibile inserire nella domanda di integrazione salariale un numero di ore complessivo maggiore del totale di quello indicato per i singoli lavoratori ai fini dell’anticipo del 40%.

Una volta inseriti i predetti dati, la richiesta d’anticipo del 40% dovrà essere inviata contestualmente alla domanda di integrazione salariale, pertanto, se il datore di lavoro imposta sul “SI” l’opzione relativa all’anticipazione, senza aver inserito tutti i dati richiesti, la domanda di integrazione salariale non potrà essere confermata né inviata.

La stessa cosa accadrà laddove i dati inseriti per la richiesta dell’anticipo non superino i controlli di correttezza formale; in pratica occorre avere il codice fiscale e l’IBAN del lavoratore formalmente corretti, il totale delle ore di riduzione/sospensione del singolo beneficiario minore o uguale di 235 nonché il totale delle ore di tutti i beneficiari minore o uguale al numero di ore presentato in domanda.

Nella circolare in esame si rende peraltro noto che l’esito dei predetti controlli sarà disponibile e consultabile dall’azienda accedendo alla sezione “Esiti” della procedura dell’anticipo.
Qualora siano presenti errori sarà visibile l’informazione “Presenza di errore”, con la possibilità di scaricare un file riepilogativo (degli errori), correggere il file originale ed effettuare nuovamente l’upload. Nel caso in cui i controlli siano stati superati si attiverà in automatico la fase di istruttoria con l’attribuzione del numero di protocollo che, in ogni caso, è unico, anche nell’ipotesi di richiesta di anticipazione.

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