X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Martedì, 22 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Il partner commerciale non è soggetto passivo IVA

/ REDAZIONE

Giovedì, 17 settembre 2020

x
STAMPA

Con la sentenza di ieri, relativa alla causa C-312/19, la Corte di Giustizia dell’Unione europea si è pronunciata in merito alla corretta individuazione del soggetto passivo IVA di una società costituita da un imprenditore e un partner commerciale, i quali avevano posto in essere un’operazione immobiliare costituita essenzialmente dalla cessione di alcuni immobili.

Secondo la Corte Ue, nella fattispecie esaminata, il soggetto passivo (tenuto al versamento dell’IVA) è la sola persona fisica che, nella conclusione dell’operazione immobiliare, ha agito per conto proprio e a proprio rischio. È ininfluente, secondo i giudici, la circostanza che il rischio d’impresa possa essere trasferito su un altro soggetto.

In quest’ottica, si evidenzia che l’art. 132, par. 1, lett. f) della direttiva 2006/112/Ce evidenzia che le stesse forme di cooperazione a rilevanza interna devono effettuare operazioni per essere trattate quali soggetti passivi. Si tratta di un elemento che non ricorre nel caso di specie, ove la vendita degli immobili è stata effettuata da un solo soggetto passivo, non sussistendo ai fini fiscali un’autentica “cooperazione” con il partner commerciale.

Nella sentenza relativa alla causa C-312/19 viene, inoltre, statuito che l’art. 9, par. 1 della direttiva 2006/112/Ce è da interpretarsi nel senso che un soggetto passivo è tale, esercitando la propria attività in modo indipendente (come richiesto dalla disposizione citata), anche qualora, come nella fattispecie considerata, tale soggetto agisca in nome e per conto proprio (o anche per conto di terzi nell’ambito di un’operazione su commissione).
Secondo la Corte Ue, il criterio per accertare l’indipendenza dell’esercizio di un’attività economica è quello di verificare se il soggetto (passivo) svolga le proprie attività in nome proprio, per proprio conto e sotto la propria responsabilità, nonché se essa si assuma il rischio economico connesso all’esercizio delle attività medesime.

TORNA SU