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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

ECONOMIA & SOCIETÀ

Aumentano le probabilità di un taglio dei tassi Bce

Le preoccupazioni per la seconda ondata COVID potrebbero indurre la Banca centrale europea a nuovi interventi di stimolo monetario

/ Stefano PIGNATELLI

Sabato, 17 ottobre 2020

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La diffusione dell’epidemia in Europa viaggia al ritmo di 100.000 nuovi infetti al giorno contro i 50.000 in Usa. L’accelerazione dei contagi sta spingendo le autorità ad aumentare le restrizioni sociali con conseguenti rischi per la crescita. Le preoccupazioni sul COVID si stanno concentrando sull’Europa. Il clima si è ulteriormente appesantito in considerazione delle interruzioni dei test su trattamenti e vaccini anti COVID, nonché della mancanza di un accordo su ulteriori stimoli fiscali negli Usa che a questo punto vedranno la luce dopo le presidenziali. Non aiuta una campagna di trimestrali americane a luci e ombre (segui tassi e costo del funding su www.aritma.eu).

Nonostante tutto, i mercati azionari, scesi significativamente nelle scorse sedute, non stanno crollando anzi tentano una reazione, segno che agli operatori importa quasi esclusivamente che sia garantita enorme liquidità ancora per molto tempo. E subito a supporto dei mercati sono intervenute le autorità monetarie che si sono dichiarate pronte ad agire per la stabilità.

L’attesa di nuovi stimoli monetari e il flight to quality hanno condotto al ribasso i rendimenti Bund e i tassi Irs. Il Bund 10 anni scende da -0,54% di una settimana fa a -0,62% e il calo riguarda con simile intensità anche la parte a breve dove il 2 anni scende a -0,78% da -0,72%. I tassi Irs 10 anni da -0,23% scendono a -0,30%; in ribasso di un paio di centesimi le scadenze 4-5 anni, mentre la parte a breve 2-3 anni appare più stabile.

Il movimento sul Bund è dovuto solo in parte alla corsa verso la sicurezza, corsa che ha riguardato anche tutti i titoli corporate di elevato rating. Una parte del mercato si sta posizionando prendendo seriamente in considerazione nuove misure di stimolo e un taglio dei tassi ufficiali europei.
Corrobora questa ipotesi l’ulteriore calo dei tassi Future Euribor 3 mesi, la cui scaletta vede il punto di minimo sfiorare -0,60% per la fine del prossimo anno (fixing Euribor 3 mesi di venerdì a -0,51%). In sostanza sta diventando più probabile che nel tardo 2021 possano essere tagliati depo e refi attualmente a -0,50% e 0%, livelli entrati in vigore rispettivamente un anno fa e nel marzo 2016.

Questa eventualità è da prendere in considerazione, ma nel medio termine sono altri gli spunti che potrebbero consentire al Bund di scendere ulteriormente. In particolare un’estensione della politica ultraespansiva (Pepp rinnovato a tutto il 2021 e oltre con aumento degli importi acquistabili) e che il NGEu (Next generation Eu, termine per indicare il Recovery fund) possa diventare uno strumento permanente. Questo, unitamente a un possibile taglio Bce e a un netto peggioramento della pandemia, ha il potenziale per portare il Bund verso nuovi minimi assoluti (in queste ipotesi gli obiettivi diventano il range -0,80% e -1%).

Euribor e Irs ai minimi storici e spread sui finanziamenti in ulteriore calo

I parametri di indicizzazione (Euribor e Irs) ai minimi storici e gli spread sui finanziamenti in ulteriore calo contribuiranno a ridurre ulteriormente i livelli già molto compressi dei tassi per le imprese. Ciò fintanto che non dovesse iniziare a emergere il problema dei NPL delle banche.

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