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Lunedì, 23 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Indennità COVID con domanda di riesame entro 20 giorni per i pescatori autonomi

L’INPS fornisce le istruzioni per la gestione delle istruttorie in caso di rigetto delle domande

/ Luca MAMONE

Sabato, 21 novembre 2020

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Tra le misure a sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura introdotte dall’art. 222 del DL 34/2020 (c.d. decreto “Rilancio”), il comma 8 prevede il riconoscimento, per il mese di maggio 2020, di un’indennità pari a 950 euro in favore dei pescatori autonomi, compresi i soci di cooperative, che esercitano professionalmente la pesca in acque marittime, interne e lagunari di cui alla L. 250/58.

Facendo seguito alla circ. n. 118/2020, con cui sono state fornite le istruzioni amministrative per beneficiare dell’indennità in questione, l’INPS è nuovamente intervenuto in materia con il messaggio n. 4358/2020, pubblicato ieri, fornendo le linee di condotta per la gestione delle istruttorie relative agli eventuali riesami delle pratiche.

Sul punto, si ricorda che la procedura utilizzata per verificare le domande pervenute è stata realizzata per consentire una centralizzazione delle istruttorie mediante controlli automatici sui requisiti e sulle incompatibilità e incumulabilità normativamente previste.

Gli esiti della domanda e le relative motivazioni sono consultabili nella sezione del sito INPS denominata “Covid-19: tutti i servizi”, servizio “Indennità 600/1000 euro”, alla voce “Esiti”, sia da parte degli Enti di Patronato sia direttamente dal soggetto richiedente.

Con il messaggio n. 4358/2020, pertanto, a seguito del completamento della prima fase di gestione centralizzata delle domande, l’INPS ha inteso fornire le istruzioni per la gestione delle istruttorie relative agli eventuali riesami presentati dai richiedenti le cui istanze sono state respinte per non aver superato i controlli inerenti all’accertamento dei requisiti normativamente previsti.

Considerata la gestione amministrativa automatizzata e centralizzata della procedura di istruttoria delle domande, l’INPS fornisce in allegato al messaggio in esame il dettaglio delle motivazioni di reiezione dell’indennità prevista in favore dei pescatori autonomi e la documentazione richiesta al richiedente qualora intenda chiedere il riesame dell’esito di reiezione.

Sul punto, l’INPS ricorda che requisito principale ai fini di una verifica è quello della qualifica di pescatori autonomi, ivi compresi i soci di cooperative, che svolgono l’attività professionale di pesca in acque marittime, interne e lagunari di cui alla L. 250/58. In altri termini, i soci di cooperative indicati dalla norma del decreto “Rilancio” sono esclusivamente quelli che operano quali lavoratori autonomi e non anche quelli con rapporto di lavoro subordinato.

In merito alla verifica della qualifica di “pescatore autonomo” si precisa che questa non risulta attualmente rilevabile attraverso la procedura automatica, pertanto il richiedente, in sede di riesame, deve fornire all’Istituto apposita documentazione attestante la natura “autonoma” del rapporto di lavoro.

Tra le altre motivazioni di rigetto si segnala, ad esempio, l’ipotesi in cui, dai dati in possesso dell’Istituto, il richiedente risulta titolare di un rapporto di lavoro dipendente o iscritto alla gestione autonoma dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, oppure alla gestione autonoma degli artigiani e commercianti oppure, più in generale, ad altre forme previdenziali obbligatorie (ad esempio, Casse professionali).

Sempre a titolo esemplificativo, costituiscono motivi di rigetto dell’istanza anche l’essere titolare di pensione diretta o APE sociale, oppure di reddito di emergenza o percettore della indennità COVID-19 per lavoratori domestici. In termini generali, la prestazione non può essere riconosciuta se il richiedente percepisce già un’altra indennità prevista per fronteggiare l’emergenza conseguente alla pandemia da COVID-19.

In ogni caso, precisa l’INPS, il termine per proporre il riesame è di 20 giorni, decorrenti dalla data di pubblicazione del  messaggio in esame ovvero dalla conoscenza della reiezione, se successiva, per consentire l’eventuale supplemento di istruttoria. Trascorso tale termine, qualora l’interessato non abbia prodotto utile documentazione, la domanda deve intendersi respinta.

Operativamente, l’utente può inviare la documentazione richiesta dall’INPS attraverso il link “Esiti” nella stessa sezione del sito istituzionale (www.inps.it) in cui è stata presentata la domanda “Indennità 600/1000 euro” grazie a un’apposita funzionalità, che provvede ad esporre i motivi di reiezione e consente di allegare i documenti richiesti per il riesame.

Altra modalità di invio della documentazione alla Struttura territoriale di competenza è la casella di posta istituzionale dedicata, denominata “riesamibonus600.nomesede@inps.it”, istituita per ogni Struttura territoriale INPS.
Per le motivazioni di rigetto della domanda contraddistinte dal termine “reiezione forte”, come nel caso di soggetti che già percepiscono un’altra indennità prevista per fronteggiare l’emergenza conseguente alla pandemia da COVID-19, rimane possibile proporre azione giudiziaria da notificare alla Sede INPS territorialmente competente.

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