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Mercoledì, 20 gennaio 2021 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Esonero contributivo triennale per le assunzioni di under 36

È riconoscibile per una durata massima di 48 mesi nel caso in cui l’assunzione venga effettuata in una sede o unità produttiva del Sud

/ Daniele SILVESTRO

Giovedì, 14 gennaio 2021

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La legge di bilancio 2021 (L. 178/2020) ha introdotto nuovi esoneri contributivi in favore dei datori di lavoro che intendono assumere nuovo personale. Tali esoneri sono destinati a sostenere l’occupazione di quelle categorie che trovano maggiore difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro; parliamo, in particolare, di giovani e donne disoccupate.

Il primo di questi esoneri è previsto dall’art. 1 comma 10-15 della legge di bilancio 2021, il quale stabilisce, al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022, che l’esonero contributivo di cui all’art. 1 commi da 100 a 105 e 107 della L. 205/2017 (legge di bilancio 2018) sia riconosciuto nella misura del 100%.

L’esonero in trattazione si riferisce ai soggetti che alla data della prima assunzione incentivata ai sensi dei commi da 10-15 dell’art. 1 della legge di bilancio 2021 non abbiano compiuto il 36° anno di età. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

In sostanza, viene ripreso l’esonero dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (con l’esclusione dei premi INAIL) previsto dalla legge di bilancio 2018 per i giovani under 30 e, limitatamente alle assunzioni effettuate nel biennio 2021-2022, viene incrementato sia il limite di età del giovane lavoratore (da 30 a 36) sia la misura dell’esonero (che passa dal 50% al 100%).

L’esonero è riconosciuto per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui. Tuttavia, ai sensi del comma 11, l’agevolazione può trovare applicazione per un periodo più ampio rispetto ai 36 mesi stabiliti per la generalità dei datori di lavoro privati, qualora quest’ultimi effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata in determinate Regioni, ovverosia: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. In tali casi, infatti, l’esonero può avere una durata massima di 48 mesi.

La legge di bilancio individua ulteriori requisiti e condizioni necessari per poter richiedere e fruire dell’incentivo. In primis, il comma 12, sottolineando il rispetto dei principi generali per la fruizione degli incentivi, stabiliti dall’art. 31 del DLgs. 150/2015, riconosce l’accesso all’agevolazione in commento ai datori di lavoro che non abbiano proceduto, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né procedano, nei 9 mesi successivi alla stessa, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, ai sensi della L. 223/1991, nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

Inoltre, secondo quanto previsto dal comma 13, le disposizioni che riconoscono l’incentivo in trattazione non trovano applicazione alle prosecuzioni di contratto e alle assunzioni di cui all’art. 1 commi 106 e 108 della L. 205/2017. In altre parole, l’esonero non è riconosciuto nei casi di prosecuzione di un contratto di apprendistato in rapporto a tempo indeterminato. Inoltre, l’incentivo non si applica in caso di assunzione, con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio di: studenti che hanno svolto presso il medesimo datore attività di alternanza scuola-lavoro pari almeno al 30% delle ore di alternanza previste ai sensi dell’art. 1 comma 33 della L. 107/2015, ovvero pari almeno al 30% del monte ore previsto per le attività di alternanza all’interno dei percorsi erogati ai sensi del capo III del DLgs. 226/2005, ovvero pari almeno al 30% del monte ore previsto per le attività di alternanza realizzata nell’ambito dei percorsi di cui al capo II del DPCM del 25 gennaio 2008, ovvero pari almeno al 30% del monte ore previsto dai rispettivi ordinamenti per le attività di alternanza nei percorsi universitari; studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.

Si sottolinea, infine, che il beneficio previsto dai commi da 10-15 viene concesso ai sensi della sezione 3.1 della comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863 final, del 19 marzo 2020, recante un “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19 “, e nei limiti e alle condizioni di cui alla medesima comunicazione.
L’efficacia delle suddette disposizioni è inoltre subordinata all’autorizzazione della Commissione europea, ai sensi dell’art. 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

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