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Venerdì, 18 giugno 2021 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Sull’equo compenso il CNDCEC propone parametri ministeriali distinti per le singole professioni

/ REDAZIONE

Giovedì, 13 maggio 2021

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Per il CNDCEC è molto positivo il fatto che tutte le proposte di legge sull’equo compenso, a firma Meloni, Mandelli e Morrone, prevedano “un ampliamento più che significativo dell’ambito applicativo, sia attraverso il superamento della nozione di cliente forte, sia tramite il riferimento a tipologie di accordo diverse dalle convenzioni unilateralmente predisposte”. Lo ha detto ieri il Vicepresidente dei commercialisti Giorgio Luchetta, nel corso dell’audizione in Commissione Giustizia alla Camera.

Luchetta ha sottolineato che la disciplina ora in vigore si applica solo ai rapporti tra professionista e cliente forte basati su convenzioni unilateralmente disposte da quest’ultimo, cioè con imprese bancarie o assicurative e con imprese diverse dalle micro, piccole e medie e che la previsione che la P.A. debba garantire il principio dell’equo compenso in relazione alle prestazioni dei professionisti “non è sufficiente ad approntare un’efficace tutela al lavoro autonomo”. I commercialisti propongono quindi di “estendere la disciplina a un qualsiasi accordo con un diverso committente”, “auspicando che l’equo compenso possa tradursi in un compenso minimo obbligatorio, facendo riferimento ai parametri ministeriali”.

Per i parametri ministeriali, il CNDCEC propone di predisporre distinti provvedimenti che individuino i parametri specifici in relazione alla singola professione. Questa – ha concluso Luchetta – è “l’occasione anche per sottoporre a revisione le modalità di emanazione dei decreti”. Per ovviare al problema del mancato coinvolgimento dell’Ordine professionale nel processo di elaborazione dei parametri, i decreti “dovrebbero essere emanati dal Ministero su proposta del singolo Ordine professionale e dovrebbero essere sottoposti ad aggiornamento periodico quantomeno biennale. Attualmente ciò è espressamente previsto solo per la determinazione dei parametri ministeriali per i compensi degli avvocati. L’introduzione di analoga disposizione, dunque, avrebbe il benefico effetto di riallineare il sistema e ricondurlo a maggiore coerenza”.

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