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Martedì, 30 novembre 2021 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Al via le richieste per il reddito di libertà

La domanda deve essere presentata utilizzando il modello allegato al messaggio INPS

/ Elisa TOMBARI

Giovedì, 25 novembre 2021

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Facendo seguito alla circolare n. 166 dell’8 novembre scorso, illustrativa della disciplina del c.d. “Reddito di libertà”, (si veda “Reddito di libertà alle donne vittime di violenza per un massimo di 12 mesi” del 9 novembre 2021), con il messaggio n. 4132 pubblicato ieri, l’INPS comunica il rilascio della procedura dedicata all’acquisizione delle domande del beneficio economico in esame da parte degli operatori comunali, raggiungibile sul portale istituzionale, all’interno del servizio on line “Prestazioni Sociali”.

Il reddito di libertà, introdotto dall’art. 3 del DPCM 17 dicembre 2020, è un contributo economico volto a contenere i gravi effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica subiti dalle donne vittime di violenza in condizione di particolare vulnerabilità o di povertà. L’accesso alla misura è riservato a donne vittime di violenza, senza figli o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza; il reddito spetta inoltre a condizione che la richiedente risieda nel territorio italiano e sia cittadina italiana, comunitaria o, in caso di cittadina di Stato extracomunitario, sia in possesso di regolare permesso di soggiorno. L’importo massimo previsto è pari a 400 euro mensili pro capite e viene concesso in un’unica soluzione per un massimo di 12 mesi.

L’erogazione del reddito di libertà spetta all’INPS, previa richiesta dell’interessata da presentare tramite il modello predisposto dallo stesso Istituto e allegato al presente messaggio, in sostituzione di quello inizialmente trasmesso con la circolare n. 166/2021. Il modello potrà essere presentato direttamente o mediante un rappresentante legale o un delegato, tramite il Comune competente per residenza.

Come precisato con la circolare n. 166/2021, la domanda deve essere corredata con l’attestazione della condizione di bisogno ordinario o la condizione di bisogno straordinaria e urgente (art. 3, comma 4 del DPCM 17 dicembre 2020), rilasciata dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale e la dichiarazione che attesta il percorso di emancipazione e autonomia intrapreso dalla donna, rilasciata dal legale rappresentante del Centro antiviolenza.

Il servizio di acquisizione delle domande è lo stesso già in uso da parte dei Comuni per trasmettere le domande di ANF e maternità, ed è accessibile dagli operatori in possesso di SPID di livello 2 o superiore o di una Carta di identità elettronica 3.0 (CIE), o una Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Alle Strutture territoriali sarà invece consentito utilizzare la sola funzionalità di Consultazione delle domande di Reddito di Libertà.

Si ricorda che l’accoglimento della domanda è subordinato alla disponibilità dei fondi; pertanto, l’istanza sarà sottoposta a un’istruttoria automatizzata per la verifica della capienza di budget, il cui esito verrà comunicato ai Comuni e alla richiedente. Le domande scartate per insufficienza di budget potranno essere oggetto di accoglimento in un momento successivo, in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2021. Ai fini della prenotazione degli importi della prestazione, si terrà conto della data di acquisizione telematica dei dati da parte dell’Istituto di previdenza, a nulla rilevando, per l’eventuale priorità della domanda, la data di sottoscrizione del modulo cartaceo.

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