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Mercoledì, 18 maggio 2022 - Aggiornato alle 6.00

IL PUNTO / FISCALITÀ INTERNAZIONALE

Branch exemption solo se la struttura si qualifica come stabile organizzazione

Da valutare le esclusioni previste dai Trattati, in genere per entità ausiliarie o cantieri di breve durata

/ Gianluca ODETTO

Mercoledì, 19 gennaio 2022

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La possibilità di esercitare l’opzione per la branch exemption (art. 168-ter del TUIR) è legata alla qualifica di stabile organizzazione dell’entità estera “emanazione” della casa madre residente in Italia.

Il principio risulta però espresso in modo non perfettamente intellegibile dal § 2.4 del provv. Agenzia delle Entrate n. 165138/2017, secondo cui è a questi fini necessario “che sia configurabile una stabile organizzazione nello Stato estero di localizzazione ai sensi della Convenzione contro le doppie imposizioni tra quest’ultimo e l’Italia, ove in vigore, ovvero, in mancanza di una Convenzione, dei criteri di configurazione della stabile organizzazione dettati dall’articolo 162 del TUIR, a meno che, in ogni caso, lo Stato estero non ravvisi

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