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Giovedì, 30 giugno 2022 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Tassazione ordinaria sui premi erogati in ritardo per la complessità del processo di valutazione

/ REDAZIONE

Sabato, 21 maggio 2022

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Con la risposta a interpello n. 283 di ieri, l’Agenzia delle Entrate ha escluso l’applicazione della tassazione separata ex art. 17 comma 1 del TUIR in quanto il pagamento dei premi legati al raggiungimento di specifici obiettivi è avvenuto in ritardo per effetto del processo di valutazione previsto dai contratti.

L’Agenzia ricorda infatti che le situazioni che assumono rilevanza ai fini della tassazione separata sono di due tipi:
- quelle di “carattere giuridico”, che consistono nel sopraggiungere di norme legislative, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi, ai quali è sicuramente estranea l’ipotesi di un accordo tra le parti in ordine ad un rinvio del tutto strumentale nel pagamento delle somme spettanti (in tal caso non deve essere eseguita un’indagine per valutare se il ritardo è da considerarsi fisiologico o meno);
- quelle consistenti in “oggettive situazioni di fatto”, che impediscono il pagamento delle somme riconosciute spettanti entro i limiti di tempo ordinariamente adottati dalla generalità dei sostituti d’imposta.

L’applicazione della tassazione separata deve escludersi ogni qualvolta la corresponsione degli emolumenti in un periodo d’imposta successivo debba considerarsi “fisiologica” rispetto ai tempi tecnici occorrenti per l’erogazione. In caso di procedure complesse per la liquidazione dei compensi, il ritardo può essere ritenuto fisiologico se i tempi di erogazione sono conformi a quelli connessi ad analoghe procedure utilizzate ordinariamente da altri sostituti d’imposta (a prescindere dal fatto che l’erogazione avvenga nell’anno successivo o in quelli ancora successivi).

Nel caso in esame, considerato che il pagamento delle somme avviene “in ritardo” a causa della complessità del processo di valutazione previsto dal contratto (ciò già prima del 2015 e a disciplina invariata negli anni successivi), l’Agenzia ha ritenuto quindi applicabile la tassazione ordinaria.

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