Chiudi senza accettare

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili ad avere un'esperienza di navigazione migliorata e funzionale al tipo di dispositivo utilizzato, secondo le finalità illustrate nella Cookie Policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, puoi farlo in qualsiasi momento selezionando Gestisci le preferenze.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Venerdì, 1 luglio 2022 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Approvati i DLgs. che recepiscono le direttive Ue su lavoro trasparente ed equilibrio vita-lavoro

/ REDAZIONE

Giovedì, 23 giugno 2022

x
STAMPA

Nella riunione di ieri, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva i DLgs. che recepiscono le direttive Ue:
- 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/Ue del Consiglio;
- 2019/1152, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione europea.

Come spiega il Ministero del Lavoro in un comunicato, le finalità della prima direttiva sono quelle di promuovere il miglioramento della conciliazione tra i tempi della vita lavorativa e quelli dedicati alla vita familiare per tutti i lavoratori che abbiano compiti di cura in qualità di genitori e/o di prestatori di assistenza, per conseguire una più equa condivisione delle responsabilità tra uomini e donne e di promuovere un’effettiva parità di genere sia in ambito lavorativo, sia familiare.

Il decreto interviene, con modifiche e integrazioni, sia sul testo del DLgs. 151/2001, sia su disposizioni di legge diverse, quali la L. 104/92, la L. 81/2017, il DLgs. 81/2015, in un’ottica di armonizzazione e coerenza con il nuovo dettato normativo.

Per quanto concerne invece la direttiva 2019/1152, tra i profili di novità del decreto si segnalano nuove tutele minime per garantire che tutti i lavoratori, inclusi quelli che hanno contratti non standard, beneficino di maggiore prevedibilità e chiarezza in materia di trasparenza delle informazioni sul rapporto di lavoro e sulle condizioni di lavoro.

TORNA SU