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Opinioni

Utile il supporto del CNDCEC all’adozione dei nuovi OIC

Dovrebbe continuare l’approccio già intrapreso, che prevede l’emanazione di documenti applicativi degli standard contabili a specifiche casistiche

/ Raffaele MARCELLO

Giovedì, 5 gennaio 2017

Pubblichiamo l’intervento di Raffaele Marcello, Consigliere del CNDCEC con delega ai Principi contabili, principi di revisione e sistema dei controlli.

L’anno nuovo porta con sé anche l’apertura dei nuovi periodi amministrativi. Si avvicina, in sostanza, il momento della predisposizione dei bilanci, che quest’anno presenteranno molteplici novità.
È cosa nota che il legislatore nazionale abbia rivisto sostanzialmente la disciplina codicistica del bilancio per mezzo del DLgs. 139/2015, atto implementativo della direttiva 34/2013/UE.
Tra gli altri aspetti, la novellata normativa dei bilanci:
- introduce nuovi obblighi per le società non piccole (rendiconto finanziario, costo ammortizzato per titoli, crediti e debiti);
- riduce alcuni oneri amministrativi – soprattutto in termini di informazioni discorsive – per le piccole;
- rivede parzialmente gli schemi di bilancio, con l’eliminazione, per esempio, dei costi di ricerca e di pubblicità e dell’area straordinaria del Conto economico;
- inserisce elementi di novità sulla contabilizzazione di alcune particolari tematiche, come nel caso degli strumenti finanziari derivati (obbligatoria per tutte le società fatta eccezione per le micro-imprese), o per la determinazione della vita utile dell’avviamento.

Le norme transitorie del decreto hanno richiesto all’Organismo italiano di contabilità di aggiornare in tempo utile i principi contabili nazionali, elemento professionale fondamentale per fornire una rappresentazione veritiera e corretta dello stato di salute delle società.
L’OIC ha rivisto 19 principi, abrogato l’OIC 22, Conti d’ordine, e sostituito l’OIC 3, Le informazioni sugli strumenti finanziari da includere nella Nota integrativa e nella relazione sulla gestione, con l’OIC 32, Strumenti finanziari derivati.
L’attività è stata alquanto impegnativa e non solo ha riguardato gli aspetti specificamente toccati dalla nuova disciplina, ma ha completato altresì un processo di revisione, stilistico e contenutistico, dei documenti che avevano avuto un primo passaggio con la pubblicazione di una nuova versione “revised” dei principi nel 2014/2015.
I documenti sono facilmente fruibili e hanno un’impostazione di natura prescrittiva. I professionisti si troveranno, quindi, a utilizzare documenti snelli e pratici.

I principi contabili, proprio per la loro natura, non prendono, tuttavia, in considerazione elementi di prassi professionale, come per esempio le interconnessioni con gli istituti giuridici interessati. In questo canale, a mio modo di vedere, si dovrebbe inserire l’attività del Consiglio nazionale, quale supporto per gli iscritti (e gli altri operatori), con l’emanazione di documenti applicativi degli standard contabili a specifiche casistiche o circostanze che, anche non avendo origine nella prassi contabili, hanno, in ogni caso, importanti riflessi in questo ambito. Un ruolo, evidentemente, non di sovrapposizione, bensì di supporto all’adozione dei principi, come già avviene in molti altri contesti nazionali.

Tale approccio è stato intrapreso anche nel corso della presente consigliatura, durata in pratica dall’estate 2014 sino a questi giorni, in relazione all’adozione dei “vecchi” principi contabili.
Nel corso di questo periodo, la Commissione per lo studio dei principi contabili nazionali ha, per esempio, pubblicato documenti di interpretazione su alcune questioni ritenute “sensibili” per le PMI, come “OIC 16: immobilizzazioni materiali”, “OIC 24: immobilizzazioni immateriali” e “OIC 23: lavori in corso su ordinazione”.
Altro contributo esemplificativo di questo approccio ha riguardato la pubblicazione di un elaborato sull’assegnazione dei beni ai soci, tematica che, nonostante abbia origine nella disciplina fiscale, porta con sé riflessi anche contabili che abbiamo esaminato in un apposito contributo.

Secondo il mio parere, tale compito dovrebbe essere rafforzato alla luce dell’emanazione delle nuove norme che sicuramente richiederanno una declinazione pratica delle nuove previsioni tecniche alle specifiche fattispecie. Ovviamente, i documenti – finalizzati primariamente agli iscritti e orientati a soddisfare le esigenze delle PMI – devono essere prodotti in compliance con i principi contabili e, come auspicio e laddove opportuno, in combinazione o collaborazione con altri stakeholder, per poter combinare le nostre competenze con quelle di altri soggetti istituzionali.
Così è successo, per esempio, con la pubblicazione di un documento sulle peculiarità delle società cooperative nella redazione dei bilanci e nella gestione aziendale, per cui ci si è avvalsi anche della collaborazione di esperti del settore cooperativo (Società Consortile per il Coordinamento del Sistema Servizi Coldiretti e Unione Europea delle Cooperative) o, anche se riferito all’area di valutazione d’azienda, con la pubblicazione congiunta con la Società italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia aziendale delle linee guida per la valutazione delle aziende in crisi.

L’ambito di riferimento principale per l’attività del Consiglio è stato, come accennato, il bilancio prodotto in conformità alle norme nazionali. Sono convinto che questo sia l’orientamento da seguire anche per il futuro. Tuttavia, stante anche l’avvicinamento del nostro ordinamento giuscontabile con le prassi generalmente riconosciute a livello internazionale, devono essere esaminati con estremo interesse anche i principi contabili internazionali.
La pubblicazione effettuata con riferimento alle operazioni con parti correlate (IAS 24) rappresenta un utile punto di partenza per l’analisi di un documento riferito alle società che adottano gli IFRS, ma che può fornire spunti utili anche per le società che redigono il bilancio in conformità ai principi contabili nazionali.

Le esigenze dei colleghi hanno guidato l’attività svolta e non sarebbe sbagliato pensare anche a ricerche mirate sulle principali criticità riscontrate sul territorio al fine, magari, di trasformare indagini ricognitive, come quella promossa dal Consiglio sulle valutazioni economiche, in strumenti di indirizzo per l’attività.

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