IL PUNTO
OPERAZIONI STRAORDINARIE
Con holding miste nella verifica pex anche il valore effettivo di attività non prevalenti
/ Enrico ZANETTI
Quando oggetto di realizzo è una partecipazione in una società che svolge in via esclusiva o prevalente attività di assunzione di partecipazioni, l’art. 87 comma 5 del TUIR stabilisce che la verifica della sussistenza dei due requisiti “oggettivi”, di cui alle lett. c) e d) del comma 1 (ossia i requisiti della residenza e della “commercialità” della partecipata), va condotta con riguardo alle società indirettamente partecipate (ossia con riferimento alle società partecipate dalla holding di cui si realizzano le partecipazioni) e si considerano sussistere in capo alla holding quando sussistono in capo alle sue partecipate che rappresentano la maggior parte del patrimonio sociale della holding (calcolato a valori effettivi e non a valori meramente contabili). Come chiarito dalla stessa prassi ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (circ. n. 36/2004, § 2.3.5), se la società holding partecipata svolge attività di assunzione di partecipazioni in via “solo” prevalente (e non in via esclusiva), la verifica di “prevalenza” di cui al comma 5 dell’art. 87 del TUIR deve tenere conto non solo della parte di patrimonio sociale della holding rappresentato da partecipazioni (e da rapporti intercorrenti con i soggetti da questa partecipati), ma anche della parte di patrimonio sociale della holding rappresentato dai beni diversi dalle partecipazioni che concernono le altre attività economiche, diverse da quella di assunzione di partecipazioni, da essa esercitate in via non prevalente. Tali beni ulteriori possono essere sia attività economiche esercitate in forma d’impresa mediante aziende o rami d’azienda allo scopo organizzati, sia attività economiche di mera gestione patrimoniale dei beni mobili o immobili posseduti dalla società con finalità di investimento e messa a reddito. In questi casi, la verifica della prevalenza del patrimonio sociale della società (holding “mista”) partecipata rappresentato da asset aventi i requisiti “oggettivi” pex della residenza e della commercialità, rispetto a quello rappresentato da asset non aventi uno o entrambi i predetti requisiti, include necessariamente anche la parte di patrimonio sociale della società (holding “mista”) partecipata rappresentato (in via non prevalente) da aziende o rami d’azienda (attivi relativamente ai quali sussiste il requisito di commercialità) e/o da meri beni mobili o immobili (attivi relativamente ai quali non sussiste il requisito di commercialità). Anche relativamente a detti attivi “non prevalenti e diversi dalle partecipazioni”, la verifica ai sensi e per gli effetti del comma 5 dell’art. 87 del TUIR implica la necessità di considerarne i valori effettivi e non i valori meramente contabili. Nella sostanza, ai fini della verifica di prevalenza ex art. 87 comma 5 del TUIR, le società partecipate holding (ivi compreso quando sono “miste”) diventano “trasparenti” e si assumono direttamente le quote parti del loro patrimonio sociale formate da partecipazioni e altre attività che, rispettivamente, possiedono o non possiedono entrambi i requisiti “oggettivi” pex di cui alle lett. c) e d) dell’art. 87 del TUIR. Traendo spunto dagli esempi formulati dalla circ. Agenzia Entrate n. 36/2004 (§ 2.3.5) si ipotizzi il caso di una società partecipata residente in Italia, che, ai sensi dell’art. 162-bis del TUIR, risulta svolgere in via prevalente attività di assunzione di partecipazioni, il cui patrimonio sociale, pari a 1.000.000 di euro a valori effettivi, è formato da:
- tre partecipazioni, per complessivi 600.000 euro, di cui 300.000 euro riconducibili alla società A, residente in un Paese a fiscalità privilegiata; 140.000 euro riconducibili alla società B, residente in Italia, ma con un patrimonio composto in prevalenza da immobili patrimoniali; 160.000 euro riconducibili alla società C, sin dalla sua costituzione residente in Italia e commerciale ai sensi della lett. d) dell’art. 87 comma 1 del TUIR;
- un’azienda, per complessivi 400.000 euro, mediante la quale esercita in via non prevalente una attività economica organizzata in forma d’impresa. In questo caso, relativamente alla partecipazione posseduta in questa società holding “mista”, i requisiti “oggettivi” pex della residenza e della commercialità, di cui alle lett. c) e d) dell’art. 87 comma 1 del TUIR, sussistono, in quanto risultano verificati sul 56% del patrimonio sociale della holding “mista” (ossia sui 400.000 euro di attivi diversi dalle partecipazioni e sui 160.000 euro di partecipazione nella società C). Se i 400.000 euro di attivi diversi dalle partecipazioni fossero stati, ad esempio, beni immobili oggetto di una attività economica di mera gestione patrimoniale, i requisiti “oggettivi” pex della residenza e della commercialità, di cui alle lett. c) e d) dell’art. 87 comma 1 del TUIR, non sarebbero sussistiti sulla partecipazione posseduta nella società holding “mista”, perché soltanto il 16% del suo patrimonio sociale sarebbe risultato formato da partecipazioni e altre attività aventi entrambi i predetti requisiti.