Nel quadro delle trattative in corso per il rinnovo del CCNL 26 settembre 2022 (codice CNEL H02D), scaduto il 31 agosto 2025, il 25 maggio scorso Anpit, Unica, Ateca e Aifes (in rappresentanza datoriale) e Cisal (quale sindacato dei lavoratori) hanno previsto l’erogazione di un importo a titolo di anticipazione sui futuri aumenti contrattuali (AFAC) nei confronti del personale dipendente delle imprese del terziario avanzato (nelle diverse forme societarie o associate). Per effetto dell’Accordo viene meno per le imprese l’obbligo di corrispondere l’indennità di vacanza contrattuale (IVC) che derivava dall’art. 6 del CCNL del 2022. Contestualmente viene riconosciuto un incremento retributivo sotto forma di AFAC, vale a dire acconto su futuri aumenti contrattuali. Dal 1° giugno 2026 l’AFAC compete nei seguenti valori: dirigente, 300,26 euro; liv. Q, 218,00 euro; liv. A1, 185,92 euro; liv. A2, 166,17 euro; liv. B1, 146,43 euro; liv. B2, 133,27 euro; liv. C1, 119,28 euro; liv. C2, 106,94 euro; liv. D1, 93,78 euro; liv. D2, 82,26 euro. Per gli operatori di vendita gli importi sono i seguenti: 1ª cat., 146,43 euro; 2ª cat., 133,27 euro; 3ª cat., 119,28 euro; 4ª cat., 106,94 euro. I suddetti importi costituiscono a tutti gli effetti parte della retribuzione mensile lorda del lavoratore e sono utili ai fini della retribuzione differita e del trattamento di fine rapporto. Con il medesimo Accordo le Parti hanno inoltre previsto un’indennità forfetaria una tantum, da corrispondere nei mesi di luglio e novembre 2026 in due tranche di uguale importo, a copertura del periodo di carenza contrattuale compreso tra dicembre 2025 e maggio 2026. Di seguito gli importi da erogare nel prossimo mese di luglio: dirigente, 321,71 euro; liv. Q, 233,57 euro; liv. A1, 199,20 euro; liv. A2, 178,04 euro; liv. B1, 156,89 euro; liv. B2, 142,79 euro; liv. C1, 127,80 euro; liv. C2, 114,58 euro; liv. D1, 100,48 euro; liv. D2, 88,14 euro. Gli importi si differenziano come segue per gli operatori di vendita: 1ª cat., 156,89 euro; 2ª cat., 142,79 euro; 3ª cat., 127,80 euro; 4ª cat., 114,58 euro. Si segnala che tali importi non sono utili ai fini della retribuzione differita, né del trattamento di fine rapporto. [CATENACCIO] Sia l’AFAC che l’indennità una tantum competono anche agli apprendisti (in misura ridotta in relazione all’inquadramento dell’apprendista) e ai lavoratori a tempo parziale (riproporzionati in funzione della minor durata dell’orario di lavoro in rapporto al normale orario).
11 giugno 2026
/ REDAZIONE