Il 21 aprile 2026 l’ESMA ha pubblicato, sul proprio sito, i file dell’ESEF Taxonomy 2025, che fanno riferimento alla nuova release (si veda in tal senso l’aggiornamento del regolamento delegato 2019/815 a opera del regolamento 2026/283) del vocabolario digitale, derivato dall’IFRS Accounting Taxonomy 2025, su cui si basa la marcatura, attraverso l’eXtensible Business Reporting Language (XBRL), dei bilanci consolidati redatti secondo i principi contabili internazionali nel contesto dello European Single Electronic Format (ESEF). Si ricorda, limitandoci ai riferimenti normativi unionali, che gli emittenti redigono (art. 4 par. 7 della direttiva 2004/109/Ce) le loro relazioni finanziarie annuali (RFA) in tale formato e ciò, in sintesi e badando alla sostanza, significa:
- renderle integralmente, ex art. 3 del regolamento delegato (Ue) 2019/815, attraverso l’Extensible Hyper-Text Markup Language (XHTML), ossia come “pagine web”;
- marcare in XBRL (inserendone i codici nell’XHTML tramite la specifica Inline XBRL) obbligatoriamente, nei termini del successivo art. 4, i bilanci consolidati IFRS ivi contenuti e volontariamente, nel rispetto del successivo art. 5, le altre parti di tali RFA. L’aspetto chiave del nuovo vocabolario è la sua bivalenza, conseguenza della continua evoluzione degli IFRS. Siamo infatti in un momento di passaggio – la prima applicazione delle nuove regole relative agli schemi di bilancio – particolarmente delicato: il vetusto IAS 1 cederà il passo al nuovo IFRS 18, che è fresco di endorsement a opera del regolamento (Ue) 2026/338. Quest’ultimo standard dovrà essere applicato agli esercizi che inizieranno il 1° gennaio 2017 o in data successiva, ma, come accade di norma, ne viene consentita l’applicazione anticipata: esemplificando il nostro ragionamento sui bilanci relativi all’esercizio solare che chiuderà il 31 dicembre 2026, ove redatti secondo gli IFRS (e stando alle previsioni di questi ultimi), si potrà continuare a seguire lo IAS 1 oppure, dandone indicazione nelle note, optare per l’applicazione anticipata dell’IFRS 18. L’ESEF Taxonomy 2025, derivando dall’IFRS Accounting Taxonomy 2025, è compatibile con entrambi gli scenari (ecco la sua bivalenza): s’immagini dunque la nuova release, evitando tecnicismi qui eccessivi, come una sorta di coperta “double-face”, ossia con un lato pensato per coprire l’utilizzo dello IAS 1 e l’altro per l’alternativa rappresentata dall’IFRS 18. In tal senso, si veda quanto è indicato nella relativa Documentation resa disponibile dall’ESMA (pag. 10): l’ESEF Taxonomy 2025 prevede – fra i tre entry point che definisce – sia quello, denominato “esef_ias_1.xsd”, da impiegare per vedere il contenuto del vocabolario in linea con l’adozione dello IAS 1, che quello, denominato “esef_ifrs_18.xsd”, da impiegare, invece, con la medesima finalità, nel caso in cui venga usato l’IFRS 18. Le novità non si limitano, però, a quanto riconducibile al passaggio da IAS 1 a IFRS 18. Altri cambiamenti, limitandoci a quelli (in ambito accounting) che riteniamo più significativi, riguardano, prendendo dalla sintesi offerta dall’ESMA nel punto 14 del Draft Final Report alla base del regolamento delegato (Ue) 2026/283:
- le modifiche all’IFRS 7 e all’IFRS 9 di cui ai regolamenti (Ue) 2025/1047 e 2025/1266;
- le modifiche ai principi contabili internazionali conseguenti agli Annual Improvements del Volume 11 di cui al regolamento (Ue) 2025/1331;
- il nuovo IFRS 19 di cui, però, è ancora in corso il processo di adozione (si vedano le informazioni desumibili dalla sezione del sito dell’EFRAG dedicata allo stato dell’endorsement dei principi contabili internazionali). L’evoluzione dell’ESEF Taxonomy interessa, ovviamente, chiunque la utilizza. Assume però connotati peculiari per gli emittenti tenuti a seguire dati schemi di bilancio, come, ragionando del caso italiano, quelli del mondo bancario e assicurativo, in quanto soggetti a specifiche regole – attualmente in corso di revisione – dettate, rispettivamente, dalla Banca d’Italia e dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS): più gli schemi di bilancio “legali” si discostano da quelli codificabili con il vocabolario in parola, più tali emittenti ricorreranno a estensioni, ossia, evitando ancora tecnicismi, a marcature personalizzate per cogliere le peculiarità delle voci usate. A tale complessità, che speriamo possa ridursi nel tempo, XBRL Italia tenta di rispondere, a supporto degli emittenti in parola, sviluppando proposte di estensioni per colmare il “gap” esistente fra tali schemi legali e le capacità di codifica dell’ESEF Taxonomy. La versione del 7 aprile 2026 del regolamento delegato (Ue) 2019/815 – e, dunque, pure l’ESEF Taxonomy 2025 – si applicherà obbligatoriamente, in conseguenza di quanto è stabilito nel secondo comma dell’art. 2 del regolamento delegato (Ue) 2026/283, con riferimento alle RFA che contengono bilanci relativi a esercizi che iniziano il 1° gennaio 2026 o successivamente; viene comunque consentita (si veda il successivo terzo comma) la sua applicazione anticipata.
18 maggio 2026
/ Andrea FRADEANI