È sempre più operativo il Portale nazionale del sommerso (PNS), una sorta di banca dati completa, originariamente prevista dall’art. 19 del DL 36/2022, con cui è stato riscritto il comma 1 dell’art. 10 del DLgs. 124/2004, e la cui attuazione è passata attraverso numerosi decreti ministeriali (cfr. i DM 20 novembre 2024 n. 170 e 6 maggio 2025). Il progetto rientra in un quadro più ampio, inserito nell’ambito degli impegni dell’Italia con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) con l’attuazione del Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso, una piaga che, secondo i più recenti dati ISTAT, coinvolge circa 3,65 milioni di unità di lavoro a tempo pieno, con un’economia illegale che in Italia ha raggiunto i 217,5 miliardi di euro, pari al 10,2% del PIL. In tal senso, l’Ispettorato nazionale del Lavoro (INL), che gestisce informaticamente la piattaforma, ha rilasciato nel corso dei primi mesi del 2026 nuove funzionalità a disposizione del personale ispettivo, che consentiranno di usufruire in modo più proficuo di uno strumento essenziale, nato per garantire una sempre maggiore efficacia nell’attività di pianificazione e attuazione delle verifiche in materia di lavoro e legislazione sociale e in particolare in tema di “lavoro nero”. È stato, infatti, implementato un apposito Cruscotto unico della vigilanza (CUV), una nuova interfaccia che permette al personale ispettivo dell’INL di accedere al patrimonio informativo del PNS. Occorre ricordare che il sistema non si limita a mostrare i dati presenti nei gestionali INL, ma aggrega e rende consultabili le informazioni relative alle pratiche ispettive caricate dagli altri enti cooperanti, ossia Carabinieri, Guardia di Finanza, INAIL e INPS che, allo stesso modo, potranno beneficiare reciprocamente delle medesime informazioni, atteso anche il loro contributo fattivo nella lotta al lavoro sommerso e irregolare. Operativamente, il personale ispettivo potrà effettuare specifiche interrogazioni del sistema tramite una maschera di ricerca puntuale basata sul codice fiscale del soggetto giuridico da ispezionare. Una volta lanciata la ricerca, il sistema restituisce l’anagrafica sintetica dell’impresa e la lista dei fascicoli disponibili nel PNS. Attraverso una prima tabella riepilogativa è possibile una rapida analisi dei dati, verificando, ad esempio, il numero pratica interno dell’ente e l’indice univoco nazionale, chi ha effettuato l’accertamento, la data di inizio dell’accertamento e dell’ultimo aggiornamento in ordine temporale oltre, naturalmente, a stato ed esito finale della verifica. Numerose sono le informazioni che gli enti cooperanti potranno utilizzare quale base di partenza per un’intelligence ispettiva sempre più sofisticata, evitando anche sovrapposizioni e duplicazioni. Innanzitutto, sarà possibile comprendere la tipologia di verifica effettuata tra accertamento ispettivo in materia lavoristica, vigilanza lavoristica, accertamento ispettivo in materia di salute e sicurezza, accertamento ispettivo in materia di autotrasporto, pratica contenente l’esposizione di imponibile valido ai fini INAIL o INP e vigilanza documentale/compliance. Sarà possibile capire se le verifiche sono state svolte congiuntamente da più enti e conoscere il luogo e, quindi, le sedi di lavoro sottoposte a controllo nonché il nominativo di tutti i lavoratori tutelati e, ove disponibile, di quelli identificati durante l’accesso, con eventuali note sullo status del permesso di soggiorno, oltre al totale del personale dipendente, dei collaboratori e dei lavoratori occasionali alla data di verifica. Non mancano le informazioni relative alle tipologie di provvedimenti sanzionatori adottati dai soggetti vigilanti. Si va dal provvedimento di sospensione, dettagliato in relazione alla causa del blocco, alla possibile revoca, ai lavoratori coinvolti e all’unità oggetto di sospensione, sino ai singoli atti sanzionatori amministrativi e alle prescrizioni ex DLgs. 758/94, finalizzate all’estinzione in via amministrativa delle contravvenzioni penali. Inoltre, sono specificati le violazioni contestate, il periodo della violazione e l’esito delle procedure adottate per l’eventuale regolarizzazione e pagamento degli importi comminati. Spazio anche per i provvedimenti di diffida accertativa, previsti ai sensi dell’art. 12 del DLgs. 124/2004 per i crediti patrimoniali spettanti ai lavoratori. Infine, per quanto concerne le irregolarità previdenziali e assicurative, accertate dal personale ispettivo di INPS e INAIL, oltre che dallo stesso INL, sono disponibili anche le informazioni relative, tra le altre cose, agli importi dell’imponibile e dei contributi sia regolarizzati che recuperati e contestati, compresi sanzioni civili e interessi di mora.
11 marzo 2026
/ Mario PAGANO