Alla Corte Ue il divieto di interpretare gli atti con elementi estranei
La norma si porrebbe in contrasto con la giurisprudenza unionale che impone di tassare come azienda anche più beni ceduti separatamente
Dopo aver rinviato – invano – il nuovo art. 20 del DPR 131/86 (come riformulato dalla legge di bilancio 2018) davanti alla Consulta, che ha rigettato la questione (Corte Cost. nn. 158/2020 e 39/2021), la Cassazione ci riprova con la Corte di Giustizia dell’Unione europea. Con l’ordinanza interlocutoria n. 10283/2022, infatti, la Suprema Corte chiede alla Corte Ue di chiarire se l’art. 20 del DPR 131/86, come riformulato dall’art. 1 comma 87 della L. 205/2017 (e reso retroattivo dall’art. 1 comma 1084 della L. 145/2018), contrasti con il diritto dell’Unione (artt. 5 n. 8 della Direttiva 77/...
/ Anita MAURO