Rettifica dell’avviamento valida solo se il Fisco ne spiega le «ragioni»
Il maggior valore dell’avviamento deve essere dimostrato dall’Ufficio
Con le recentissime sentenze nn. 8187/1/15 e 8278/41/15, la C.T. Prov. di Milano ha posto un limite alla rettifica del valore di avviamento rilevante ai fini dell’assoggettamento ad imposta di registro degli atti di cessione d’azienda. L’art. 51, comma 4 del DPR 131/1986 stabilisce che per gli atti che hanno ad oggetto aziende o diritti reali su di esse, il valore dichiarato è controllato dall’ufficio con riferimento al valore complessivo dei beni che compongono l’azienda, compreso l’avviamento, al netto delle passività. Ai sensi del successivo art. 52, l’Ufficio procede alla rettifica se ...
/ Alessandro BORGOGLIO