L’Ufficio non può rettificare il valore di un immobile, ai fini dell’imposta di registro, basandosi solo sulle quotazioni OMI e FIMAA, atteso che esse rappresentano soltanto valori di larga massima e sono insufficienti, da sole, a sostenere la pretesa impositiva. Lo ha ribadito la Cassazione, con l’ordinanza n. 11439/2018. Dai fatti di causa emerge che l’Agenzia delle Entrate aveva rettificato in 2,5 milioni di euro il valore dell’immobile indicato in misura inferiore in un atto di vendita ...
17 luglio 2018
/ Alessandro BORGOGLIO