Deducibili senza limiti le spese per l’ospitalità dei clienti
La distinzione tra pubblicità e rappresentanza deve basarsi sugli obiettivi perseguiti
Con l’ordinanza n. 13185/2026, la Corte di Cassazione è tornata a occuparsi della distinzione tra spese di pubblicità e rappresentanza. Tra l’altro, i giudici di legittimità affermano che le spese per l’ospitalità dei clienti, anche potenziali, allorché sostenute all’interno di un “contenitore” commerciale ben definito, fortemente indirizzato, non sono qualificabili come spese di rappresentanza, in quanto finalizzate a promuovere con particolare efficacia la bontà dei prodotti dell’impresa, al fine di ottenerne l’acquisto. In linea con quanto stabilito dall’art. 1 comma 5 del DM 19 ...
/ Luca FORNERO