Sarebbe interessante se l’Agenzia pubblicasse i dati a consuntivo sul CPB
Gentile Redazione,
mi pare eccessivo l’entusiasmo del dott. Carbone sul CPB (si veda “Carbone: «Dal CPB 38 miliardi di imponibile in più»” del 9 ottobre). Direi che quattro sono le motivazioni che inducono il contribuente ad aderire al concordato preventivo biennale.
La prima è la possibilità di accedere al ravvedimento speciale (che più correttamente definirei condono), opzione che però è limitata a chi rinnova l’adesione (e che verosimilmente ne ha già usufruito due anni fa), e quindi ipotesi marginale.
La seconda è la possibilità di godere di premi e cotillions, che però è accessibile anche soltanto aumentando il punteggio ISA, con adeguamento dei ricavi, senza che sia necessario impegnarsi nel concordato.
La terza è la speranza di sfuggire all’accertamento, speranza che, tuttavia, la gran parte dei contribuenti italiani coltiva a prescindere, confortata dalle statistiche pubblicate dalla stessa Agenzia, che puntualmente informano come l’accertamento colpisca mediamente un 3% dei contribuenti. Non credo che la minaccia di accertamento a chi non aderiva al concordato abbia inciso granché...
Resta la quarta, che è anche la prima che nei nostri studi abbiamo preso in considerazione nello scremare i clienti ipoteticamente interessati all’adesione al concordato. E cioè l’esistenza di un trend fortemente positivo, con la verosimile attesa di utili in sostanziosa crescita (considerato che il concordato si applica al biennio che comprende l’anno in corso, e il cui andamento è sufficientemente stimabile).
Credo che sarebbe interessante se l’Agenzia pubblicasse i dati a consuntivo dell’operazione, e cioè i redditi concordati e i redditi reali (chiedo scusa, i redditi effettivamente dichiarati): è facile previsione supporre che chi ha aderito al concordato, salvo errori sempre possibili, l’ha fatto perché era convinto di realizzare nel biennio un reddito più elevato (spesso assai più elevato) di quello che l’Agenzia gli proponeva di concordare.
Se così stessero le cose, anziché un incremento di imponibile (rispetto all’anno precedente), avremmo in realtà una perdita di imponibile (rispetto ai redditi effettivamente dichiarati).
Opinabilità della matematica?
Gianni Fontanesi
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Reggio Emilia
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