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Giovedì, 22 ottobre 2026 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

In arrivo a novembre il nuovo Codice tributario

Ad annunciarlo il Viceministro Leo nel corso di un webinar: «L’epilogo di un lavoro di coordinamento iniziato con gli 8 Testi unici»

/ Savino GALLO

Giovedì, 22 ottobre 2026

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Nel corso del webinar dedicato a “Testo Unico IVA e riforma tributaria”, organizzato da Consiglio e Fondazione nazionale dei commercialisti, il Viceministro all’Economia, Maurizio Leo, ha annunciato che a novembre sarà varato il nuovo Codice tributario, ultimo atto di un lavoro di ricognizione e coordinamento della normativa fiscale che, fino a oggi, si è sostanziato nella definizione di 8 Testi Unici.

“Il Codice – ha spiegato Leo – sarà strutturato in una parte generale, dove ci sarà il raccordo tra la costituzione e la disciplina delle diverse imposte, rappresentato dallo Statuto del contribuente, e le parti dedicate ad adempimenti, accertamento, versamenti, sanzioni e contenzioso. Poi terremo in piedi una parte speciale, rappresentata dai Testi unici, espungendo dagli stessi quelle disposizioni che saranno collocate nella parte generale. Speriamo di metterla a terra, se non questo mese, dato che siamo impegnati con la legge di bilancio, entro la prima decade del mese di novembre”.

Nel corso del suo intervento, il Viceministro ha illustrato il contenuto del Testo unico IVA, che è strutturato in 18 titoli, suddivisi in capi, per un totale di 171 articoli. Nei primi 8 titoli ci sono le disposizioni generali; a seguire, i titoli dedicati a operazioni, adempimenti, riscossione e rimborsi e la parte riservata a gruppo IVA e regimi speciali. Questa la struttura attuale che, come sottolineato da Leo, potrebbe essere modificata eliminando tutte quelle parti (relative, ad esempio, ad adempimenti, operazioni, riscossione e rimborsi) che andranno a essere inserite nella parte generale del Codice tributario.

Il lavoro che ha portato alla stesura dei Testi unici, ha sottolineato il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, serve per “dare stabilità” all’impianto normativo e rendere più semplice la prassi interpretativa della stessa Agenzia, andando così a rinsaldare quel “patto di fiducia” tra Fisco, contribuenti e professionisti che è “alla base della riforma fiscale”.

Un lavoro che è stato possibile, ha aggiunto il Presidente del CNDCEC, Elbano de Nuccio, anche grazie alla “costante interlocuzione” tra commercialisti e Amministrazione finanziaria, che “hanno superato l’asimmetria dialettica, anche di conflitto, degli ultimi anni, per considerarsi entrambi protagonisti della modernizzazione di questo Paese”.

Il numero dei commercialisti italiani ha poi voluto sottolineare l’importanza del processo che ha portato all’elaborazione dei Testi unici, che “migliorano la qualità della nostra prestazione professionale. Avere dei Testi unici aggiornati e sistematicamente organizzati – ha dichiarato – favorisce l’operatività dei commercialisti, consente di isolare chi, nella confusione normativa, ha tentato di assumere comportamenti opportunistici danneggiando l’intero sistema economico e permette di ridurre il contenzioso tributario dovuto, in gran parte, proprio a quell’impianto normativo che fino ad oggi è stato poco chiaro”.

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