Fissati i limiti di reddito 2026 per gli assegni familiari e le quote di maggiorazione di pensione
Con la circ. n. 32 pubblicata ieri, l’INPS ha fornito indicazioni in merito agli assegni familiari e alle quote di maggiorazione di pensione valide per l’anno 2026.
Nel merito, si precisa che le indicazioni in questione riguardano i coltivatori diretti, coloni, mezzadri e piccoli coltivatori diretti, cui continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari, nonché i pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi, cui continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione.
Nei confronti dei predetti soggetti, la cessazione del diritto alla corresponsione dei trattamenti di famiglia, per effetto delle vigenti disposizioni in materia di reddito familiare, non comporta la cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o a essa connessi.
Ciò premesso, l’INPS precisa che gli importi delle prestazioni sono pari a: 8,18 euro mensili per i coltivatori diretti, coloni, mezzadri per fratelli, sorelle, nipoti; 10,21 euro mensili per i pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti per coniuge e fratelli, sorelle, nipoti; 1,21 euro mensili spettanti ai piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati.
Successivamente, dopo aver indicato le tabelle dei limiti di reddito familiare da applicare ai fini della cessazione o della riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione per l’anno 2026, l’INPS rende noto che i limiti mensili da considerare per quest’anno ai fini dell’accertamento del carico (non autosufficienza economica) e, quindi, del riconoscimento del diritto agli assegni familiari, risultano pari a 861,69 euro per il coniuge, per un genitore, per fratelli, sorelle e nipoti, nonché a 1.507,96 euro per due genitori ed equiparati.
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