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Venerdì, 10 aprile 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Al via la cedibilità dei crediti IVA infrannuali

Approvato il nuovo modello TR con cui chiedere a rimborso o compensare il credito del primo trimestre 2020

/ Emanuele GRECO

Venerdì, 27 marzo 2020

Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 144055 di ieri, è stata approvata la nuova versione del modello TR per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale, nonché delle relative istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati.

Il modello potrà, dunque, essere utilizzato già per l’esposizione del credito relativo al primo trimestre 2020.
Al riguardo, si rammenta che il termine ordinario per presentare il modello (30 aprile 2020) è sospeso ai sensi dell’art. 62 comma 1 del DL 18/2020 (DL “Cura Italia”). L’adempimento potrà essere effettuato entro il 30 giugno 2020, senza l’applicazione di sanzioni e senza che ciò comporti la perdita del diritto al rimborso infrannuale.

Il fatto che, in ragione del DL “Cura Italia”, il termine di presentazione sia sospeso e differito al 30 giugno 2020 non impedisce, tuttavia, ai soggetti passivi di presentare comunque il modello già nel mese di aprile 2020, al fine di “anticipare” la spedita del credito maturato nel primo trimestre 2020.
La presentazione del modello “TR” è, d’altra parte, un adempimento prodromico all’esercizio di un diritto (in questa veste, l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale).

È da rammentare che l’utilizzo in compensazione “orizzontale” del credito IVA trimestrale, oltre il limite di 5.000 euro, richiede la preventiva presentazione del modello TR.
Per effetto dell’art. 17 comma 1 del DLgs. 241/97, difatti, la compensazione del credito IVA mediante F24 può avvenire a partire dal decimo giorno successivo a quello di invio dell’istanza di rimborso infrannuale.

Le due principali novità della nuova versione del modello riguardano:
- l’aggiornamento delle percentuali di compensazione di cui all’art. 34 del DPR 633/72, con riferimento alla percentuale del 6% per “legna da ardere in tondelli, ceppi, ramaglie o fascine”, nonché “cascami di legno compresa la segatura; legno semplicemente squadrato, escluso il legno tropicale, di cui ai nn. 43) e 45”;
- l’inserimento, nelle istruzioni alla compilazione, del commento alla casella “Situazioni particolari” (presente nel campo riservato alla sottoscrizione del modello).
La predetta casella potrà essere utilizzata dal contribuente per evidenziare particolari condizioni che riguardano l’istanza, in relazione a fattispecie che potrebbero essere individuate, con un apposito codice, dall’Agenzia delle Entrate (mediante circolare, risoluzione o comunicato stampa) successivamente alla pubblicazione del modello.

Il nuovo modello TR costituisce anche la prima occasione per fruire della facoltà di cessione del credito IVA trimestrale.
Tale possibilità è stata riconosciuta dall’art. 12-sexies del DL 34/2019 (conv. L. 58/2019), espressamente riferita ai “crediti dei quali sia chiesto il rimborso a decorrere dal 1° gennaio 2020”.

Cedibili i crediti chiesti a rimborso dopo il 1° gennaio 2020

La previsione normativa ha, così, vanificato le precedenti indicazioni dell’Agenzia delle Entrate (circolare n. 6 del 13 febbraio 2006, risoluzione n. 49 del 4 aprile 2006), secondo cui la cessione dei crediti IVA sarebbe potuta essere possibile solamente in relazione ai crediti risultanti dalla dichiarazione annuale e non anche dal modello TR.
L’estensione dell’istituto della cedibilità dei crediti anche a quelli maturati su base trimestrale è di particolare interesse per tutti quei soggetti passivi che sono strutturalmente in una posizione creditoria in termini di IVA (cfr. documento Assonime 20 dicembre 2018 n. 39).

Lo strumento della cedibilità dei crediti d’imposta ex art. 5 comma 4-ter del DL 70/88 si configura, difatti, come alternativo rispetto all’erogazione dei rimborsi IVA, i cui tempi – sebbene parzialmente ridotti negli ultimi anni per chi si avvale del conto fiscale – necessitano della massima tempestività per garantire il rispetto della neutralità del tributo (Corte di Giustizia Ue, 16 marzo 2017, causa C-211/16).

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