I chiropratici rivendicano l’esenzione IVA per le prestazioni effettuate
Con un comunicato stampa pubblicato nella giornata di ieri, 25 marzo 2026, l’Associazione Italiana Chiropratici (AIC) si è espressa in senso molto critico nei confronti della risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 9/2026, che ha negato l’esenzione IVA alle prestazioni chiropratiche e previsto l’obbligo di fatturazione elettronica delle stesse, a causa della mancata piena attuazione normativa della professione in Italia (si veda “Niente esenzione IVA per osteopati, chiropratici e chinesiologi” del 25 febbraio 2026).
Il presidente dell’AIC ha dichiarato, fra l’altro, che “la chiropratica è stata più volte riconosciuta come attività sanitaria esente da IVA anche in assenza di una completa regolamentazione nazionale, purché esercitata da professionisti adeguatamente qualificati”.
Nel comunicato stampa si osserva che il documento di prassi si pone in netto contrasto con la normativa europea e il principio di neutralità dell’IVA, come interpretati dalla Corte di Giustizia dell’Ue e dalla Corte di Cassazione. Inoltre, la posizione assunta dall’Agenzia delle Entrate risulterebbe incompatibile con la normativa in materia di protezione dei dati sanitari, che limita l’uso della fatturazione elettronica per le prestazioni sanitarie.
Vietate le riproduzioni ed estrazioni ai sensi dell’art. 70-quater della L. 633/1941