Carbone: «Nessuna responsabilità per chi invia soltanto le dichiarazioni»
Il Direttore delle Entrate rassicura i commercialisti dopo la pronuncia della Cassazione. Poi l’acceso faccia a faccia tra de Nuccio e Siciliotti
Dopo la discussa pronuncia con cui la Cassazione ha sanzionato un commercialista reo di aver inviato, ma non materialmente redatto, una dichiarazione contenente costi indeducibili, serviva un chiarimento, che ha fornito direttamente Vincenzo Carbone. Intervenuto nel corso della seconda e ultima giornata del Congresso dell’Unione giovani, tenutosi a Napoli, il Direttore delle Entrate ha provato a gettare acqua sul fuoco: “Non vorrei si creasse un inutile allarmismo. Quel professionista – ha spiegato – aveva ricevuto altri 142 atti di recupero. Quindi era un delinquente che non faceva onore alla categoria”. Al netto del caso specifico, aggiunge, “è chiaro che un commercialista non può essere responsabile se trasmette soltanto la dichiarazione. Abbiamo già dato indicazioni chiare agli Uffici in questo senso e, se servirà un atto d’indirizzo, faremo anche quello”.
Il resto del suo intervento è tutto incentrato sulla collaborazione con i commercialisti e su un cambiamento che, negli ultimi tre anni, “è già in atto. Siamo in dirittura d’arrivo – dice – per gli sportelli dedicati (almeno un’apertura pomeridiana riservata, ndr)”, a cui si aggiungono la delega unica (“ne abbiamo ricevute già due milioni”), la procedura di “riesame” tramite Civis, la possibilità di “scaricare massivamente le informazioni dal cassetto fiscale dei clienti”.
Inoltre, si sta lavorando per eliminare o limitare al minimo la discrezionalità degli Uffici (“non deve esistere” sottolinea Carbone) e le disomogeneità interpretative, non a caso è stato istituito anche un ufficio per il “monitoraggio” interno. Infine, l’annuncio dell’arrivo, ai primi di aprile, di un documento sulla crisi d’impresa, che verrà messo in pubblica consultazione.
Prima del direttore, era intervenuto in collegamento da Roma il Viceministro all’Economia, Maurizio Leo, che ha rapidamente passato in rassegna le misure del DL fiscale approvato ieri in CdM e già pubblicato in Gazzetta Ufficiale (si veda “Già in Gazzetta il nuovo decreto fiscale” di oggi). A seguire, l’atteso confronto tra i due candidati alla presidenza del prossimo CNDCEC, il numero uno uscente, Elbano de Nuccio, e Claudio Siciliotti, Presidente nel quadriennio 2008-2012.
Era l’ultimo evento previsto dal programma ma restano tutti in sala, per capire se la campagna elettorale di questi mesi, dura nei modi e nei toni tanto sui social quanto sui territori, si tradurrà in scintille anche sul palco della Mostra d’Oltremare. Non rimarranno delusi. Il Presidente dell’Unione Francesco Cataldi, brillante nella sua inedita veste di moderatore, cerca di stare sui contenuti e i due protagonisti accolgono di buon grado, dicendo la loro su tutti i principali temi d’attualità ma, inevitabilmente, arriva anche il momento delle accuse reciproche, del marcare le differenze confrontando ciò che è stato nel proprio, rispettivo, passato.
Il confronto, con ogni probabilità, non sarà decisivo per le sorti delle elezioni del prossimo 15 aprile ma non c’è dubbio che entrambi vogliano vincerlo. E così, Siciliotti accusa de Nuccio di essere “divisivo” e “poco inclusivo” nella gestione del vertice di categoria, de Nuccio risponde ricordando la faida interna che produsse, al termine del 2012, il commissariamento del Consiglio nazionale e un vulnus di rappresentanza deleterio per la categoria.
Siciliotti rivendica il fatto di essere stato tra gli artefici dell’“unica vera riforma delle professioni degli ultimi 20”, quella che ha portato all’unificazione di dottori e ragionieri. De Nuccio ribatte con i “risultati” ottenuti nel corso del suo mandato: la “limitazione delle responsabilità del collegio sindacale”, l’ottenimento delle “prime, vere, esclusive per la categoria (tax control framework, sostenibilità, balneari)” e l’avvio della riforma della legge ordinamentale. “Da quando ci siamo noi al vertice della categoria – ha aggiunto – non sono nati nuovi elenchi”, mentre Siciliotti ricorda di aver ottenuto la “cessione di quote”, cosa che, allora, “sembrava impensabile”.
Quanto al futuro, i due candidati articolano i concetti contenuti nei rispettivi programmi. Siciliotti insiste sulle riserve, sul software di categoria e sul supporto economico agli iscritti; de Nuccio parla di semplificazione degli adempimenti, collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e di una piattaforma di intelligenza artificiale dedicata ai commercialisti.
Sui giovani, invece, da entrambi arrivano tre proposte: de Nuccio si dice pronto a varare un “pacchetto start up” e a lavorare in sinergia con la Cassa per introdurre una “maggiore elasticità contributiva”; in più si impegna per fare sì che ci siano delle “quote riservate” ai giovani nei bandi pubblici per l’assegnazione degli incarichi. Per Siciliotti, invece, sarà importante agire sulla leva dei compensi: “invarianza fiscale” dei redditi prodotti a prescindere che si sia in associazione o meno; detassazione per gli under 30, crediti d’imposta per i compensi negli incarichi di rilevanza pubblicistica. Proposte che non si escludono tra loro, ammettono entrambi, e che potranno anche essere sommate. A volte, nel nome di un obiettivo comune, si possono far proprie anche idee che arrivano da schieramenti opposti.
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