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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Oneri detraibili da comunicare per la precompilata solo se «tracciati»

Dal 1° gennaio 2020, la detrazione IRPEF del 19% spetta solo se le spese sono pagate con strumenti tracciabili, salvo alcune spese sanitarie

/ Massimo NEGRO

Sabato, 17 ottobre 2020

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Con i provvedimenti nn. 329652 e 329676 pubblicati ieri, 16 ottobre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha emanato le disposizioni di coordinamento tra l’obbligo di comunicare i dati degli oneri detraibili ai fini della predisposizione della dichiarazione precompilata e l’obbligo di sostenere le spese con modalità di pagamento tracciabili affinché si possa beneficiare della detrazione IRPEF.

Dal 1° gennaio 2020, l’art. 1 comma 679 della L. 160/2019 (legge di bilancio 2020) ha infatti stabilito che la detrazione IRPEF del 19% (sono escluse le detrazioni con percentuali diverse) degli oneri indicati nell’art. 15 del TUIR e in altre disposizioni normative spetta soltanto se il pagamento è avvenuto con:
- bonifico bancario o postale;
- altri sistemi di pagamento, diversi dal pagamento in contante, previsti dall’art. 23 del DLgs. 241/97 (es. carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari).

Ai sensi del successivo comma 680, l’obbligo di tracciabilità non si applica alle detrazioni:
- spettanti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici;
- per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale (SSN).

Con il provvedimento n. 329676/2020, è stato quindi stabilito che, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, a decorrere dall’anno d’imposta 2020, i dati delle spese sanitarie e veterinarie forniti all’Agenzia delle Entrate dal Sistema Tessera sanitaria sono esclusivamente quelli relativi alle spese sostenute con le modalità tracciabili di cui all’art. 1, comma 679, della L. 160/2019, ad eccezione delle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e dispositivi medici o relative a prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche e da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale, le quali continuano quindi a dover essere comunicate indipendentemente dalle modalità di pagamento.

Analogamente, in relazione agli altri oneri detraibili al 19% diversi dalle spese sanitarie e veterinarie, il provvedimento n. 329652/2020 ha stabilito che, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, a decorrere dall’anno d’imposta 2020, nelle comunicazioni da trasmettere all’Anagrafe Tributaria vanno indicati esclusivamente i dati relativi agli oneri sostenuti con le previste modalità tracciabili.

Rientrano quindi in questo secondo ambito, ad esempio, le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi:
- agli interessi passivi e agli oneri accessori sostenuti per mutui agrari e fondiari;
- ai premi per assicurazioni sulla vita, contro gli infortuni, sul rischio morte e invalidità permanente e per il rischio di non autosufficienza;
- alle spese per l’istruzione universitaria;
- alle spese per l’istruzione scolastica (per gli anni d’imposta 2020 e 2021, l’invio di tali dati è facoltativo, secondo quanto disposto dal DM 10 agosto 2020);
- alle rette per la frequenza di asili nido;
- alle spese funebri.

Il soggetto obbligato alla comunicazione dei dati degli oneri detraibili al Sistema Tessera sanitaria o all’Anagrafe tributaria è quindi tenuto a verificare le modalità di pagamento delle spese la cui detraibilità IRPEF del 19% è subordinata all’utilizzo di strumenti tracciabili, non comunicando quelle che, non rispettando tale vincolo, non possono beneficiare della detrazione.

In sostanza, con i provvedimenti emanati ieri, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto un controllo “a monte” sul rispetto dell’obbligo di pagamento mediante strumenti tracciabili, stabilendo che non possono essere inseriti nelle comunicazioni di dati per la precompilazione delle dichiarazioni le spese sostenute con modalità di pagamento (es. contanti) che non consentono più di beneficiare della detrazione.

Rischio sanzioni per il soggetto obbligato alla comunicazione

Tale impostazione potrebbe quindi avere conseguenze sanzionatorie in capo al soggetto obbligato alla comunicazione, in quanto l’inserimento nella comunicazione di spese non detraibili per mancanza del requisito della tracciabilità del pagamento potrebbe configurare una comunicazione “errata”.

Ai sensi dell’art. 3 comma 5-bis del DLgs. 175/2014 e dell’art. 78 comma 26 della L. 413/91, l’omessa, tardiva o errata effettuazione delle comunicazioni in esame è infatti soggetta all’applicazione di una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione:
- senza possibilità, in caso di violazioni plurime, di applicare il “cumulo giuridico” ex art. 12 del DLgs. 472/97;
- con un massimo di 50.000 euro.
In caso di errata comunicazione, la sanzione non si applica se la trasmissione dei dati corretti è effettuata entro i 5 giorni successivi alla scadenza.

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