De Luca: «Per il cambiamento serve un salto culturale»
Il Presidente dei consulenti del lavoro apre il Festival del lavoro 2026, incentrato su sicurezza, produttività e innovazione
“Sicurezza, produttività e innovazione sono tre parole chiave importanti non solo per il mondo del lavoro, ma per l’intero Paese”. Con queste parole Rosario De Luca, Presidente nazionale dei consulenti del lavoro, apre il suo intervento nella prima giornata del Festival del Lavoro 2026, iniziato ieri al Centro Congressi “La Nuvola” di Roma. Il numero uno dei consulenti ha sottolineato la centralità del mondo ordinistico (“patrimonio che fornisce competenze in tutti gli ambiti”) e la bontà delle ultime riforme in materia di lavoro che, però, ha sottolineato, “dovranno essere coniugate con i processi di transizione in atto e, per farlo, serve un salto culturale”.
“Sicurezza – ha continuato – significa dignità, etica, civiltà”. L’aumento della produttività, invece, passa per la capacità di vincere “la scommessa” di un nuovo paradigma nella conciliazione vita-lavoro, sfruttando la scia della riforma che ha introdotto il concetto di salario giusto, che sarà “una svolta nelle relazioni industriali”. De Luca ha sottolineato l’importanza di un sistema che mette al centro i contratti collettivi nazionali, “che sono all’avanguardia nel mondo: l’Italia è l’unico Paese dove ci sono TFR, tredicesima e quattordicesima, i permessi, il welfare, e dove si è riusciti a trovare un punto di equilibrio tra tutele, diritti e doveri”.
Quanto all’innovazione, il pensiero va automaticamente all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, altra sfida da vincere per garantire la competitività delle imprese. In questo contesto, i consulenti del lavoro si propongono come “supervisor” di tutti i processi di transizione interni alle aziende, non solo quelli legati all’innovazione ma anche all’implementazione della sicurezza, perché hanno “le competenze per farlo” e assistono già “1.8 milioni di imprese” e circa “10 milioni di lavoratori”.
I professionisti, ha sottolineato Antonio Tajani, “sono la garanzia di crescita delle imprese, che hanno bisogno dei loro buoni consigli, e di tenuta del tessuto economico-sociale”. Quanto al futuro, proprio nel giorno in cui la Commissione europea taglia le stime di crescita dell’Italia per il 2027 (+ 0,6%, ultima nell’area Ue), il Ministro degli Esteri predica ottimismo: “Se in mezzo due guerre e l’aumento dei costi dell’energia l’export è cresciuto del 3,3%, con addirittura un + 7% nell’ultimo mese rispetto allo stesso mese dello scorso anno, vuol dire che siamo in grado di superare qualsiasi ostacolo”.
Poi il monito sul corretto utilizzo dei patrimoni degli enti di previdenza dei professionisti: “Le Casse – ha rimarcato – non devono risanare i conti dell’INPS. Devono essere invitate a investire in Italia, aiutando soprattutto a realizzare le grandi infrastrutture che servono a questo Paese”. Il Vicepremier ha chiuso il suo intervento parlando anche del tema della denatalità e del diritto delle donne di “essere pagate quanto gli uomini” e di avere le loro stesso opportunità: “Ogni donna – ha concluso – deve poter decidere se lavorare, se essere madre, ma anche di poter essere madre e lavorare”.
In questo senso, la Ministra della Famiglia e delle pari opportunità, Eugenia Maria Roccella, ha difeso le scelte politiche attuate dal Governo in materia di genitorialità e lavoro femminile: “Noi abbiamo agito su tre fronti. Trasferimenti diretti, servizi e conciliazione e promozione del lavoro femminile, cosa che ha dato già dei buoni risultati, perché era da tanto tempo che la percentuale di accesso delle donne al lavoro rimaneva stabile. Con noi c’è stato un piccolo ma significativo balzo avanti che indica che questa strada che stiamo percorrendo è quella giusta”.
Anche Vincenzo Carbone ha posto l’accento sulla necessità che funzionari del Fisco e professionisti “parlino lo stesso linguaggio” e che si intensifichi una “collaborazione che sarebbe proficua per entrambe le parti”. Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha ricordato i positivi risultati ottenuti nella lotta all’evasione fiscale, non solo sul fronte del recupero (nel 2025 + 2 miliardi rispetto al 2024) ma soprattutto dal punto di vista dell’adempimento spontaneo, che ha portato a versamenti per quasi 600 miliardi.
Da Carbone, inoltre, sono arrivate anche rassicurazioni sul corretto utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale, che sono molto utili per “mettere insieme i dati” (questo ad esempio ha permesso di “ridurre i tempi di erogazione dei rimborsi”), ma “non possono governare” l’azione dell’Agenzia: “Ci siamo dati – ha concluso – una policy interna anche più restrittiva di quanto previsto dalla L. 132/2025. Non ci sarà mai un avviso di accertamento emesso da un algoritmo, ma ci sarà sempre un funzionario ad analizzarne la correttezza del risultato”.
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