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Martedì, 21 maggio 2019 - Aggiornato alle 6.00

OPINIONI

Cessione d’azienda più conveniente della donazione o successione

Le imposte ipotecarie e catastali sono fisse per le cessioni e proporzionali per donazioni/successioni non nei confronti del coniuge o dei discendenti

/ Giuseppe REBECCA

Mercoledì, 9 gennaio 2019

C’è una evidente distonia, nel mondo fiscale, una delle tante.
Riguarda le imposte applicabili nel caso di successione o donazione di aziende, non effettuate a favore del coniuge o di discendenti, in presenza di immobili nel patrimonio aziendale.
Si ricorda che qualora la successione o donazione di azienda si effettui a favore del coniuge e/o dei discendenti, e questi proseguono l’attività per almeno cinque anni, è prevista l’esenzione da imposte (art. 3 comma 4-ter del DLgs. 346/1990 – TUS) e quindi anche l’esenzione per le imposte ipotecarie e catastali.

Nel caso in cui la donazione/successione non dovesse, invece, rispettare questo requisito soggettivo, si renderanno dovute le normali imposte sulla donazione/successione (ovviamente con l’applicazione della franchigia del caso) e, in presenza di immobili, si rendono dovute le imposte ipotecarie del 2% (3% in presenza di immobile strumentale per natura o compensi in piano urbanistico) e catastali dell’1%.
Questo è il regime impositivo applicabile.

Ma evidentemente ciò stride con la fattispecie della cessione di azienda, dove si rendono applicabili le imposte ipotecarie e catastali fisse in misura di 50 euro l’una (art. 10 comma 3 del DLgs. 23/2011).

In conclusione, questi i casi che si possono oggi verificare:
- cessione di azienda con immobile, a chicchessia, familiare o non familiare: imposte ipotecarie e catastali 50+50 euro;
- donazione di azienda con immobili, esente (al coniuge, e/o ai discendenti): imposte ipotecarie e catastali non dovute;
- donazione di azienda con immobili che non gode di esenzione ex art. 3 comma 4-ter del DLgs. 346/90: ipotecarie 2% e catastali 1%.

Distonia evidente

È di tutta evidenza la distonia.
Si tratta in maniera agevolata la cessione di azienda, e non così la donazione/successione di azienda, se non effettuata nei confronti del coniuge o dei discendenti.
È evidente che la logica stride, trattando in misura più conveniente la cessione rispetto alla donazione/successione di azienda.

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