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Lunedì, 26 agosto 2019 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Con la «no deal» Brexit potrebbe saltare la totalizzazione dei periodi di lavoro

I rischi principali sono riscontrabili nel campo della sicurezza sociale

/ Maurizio CICCIÙ

Mercoledì, 6 febbraio 2019

Lo scenario “no deal”, che col passare dei giorni sembra rappresentare lo scenario più probabile per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, comporterebbe importanti criticità in materia di libertà di movimento e di tutela dei diritti previdenziali maturati o maturandi.

Sotto il primo profilo, in un’ottica di reciprocità, l’opzione a oggi più plausibile sembra essere quella di garantire la libertà di movimento per soggiorni brevi (90 giorni in un periodo di 180 giorni) ai cittadini dell’Unione europea in Gran Bretagna e viceversa, senza la necessità di richiedere un visto preventivo.
I datori di lavoro italiani che hanno inviato o intendono inviare lavoratori nel Regno Unito, oppure che ricevono lavoratori dal Regno Unito, sono chiamati a uno sforzo

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