Chiudi senza accettare

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili ad avere un'esperienza di navigazione migliorata e funzionale al tipo di dispositivo utilizzato, secondo le finalità illustrate nella Cookie Policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, puoi farlo in qualsiasi momento selezionando Gestisci le preferenze.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Domenica, 25 settembre 2022

FISCO

Nel fallimento variazione IVA anche senza insinuazione

È sufficiente la dimostrazione che, in caso di ammissione allo stato passivo, il credito non sarebbe stato comunque riscosso

/ Michele BANA

Venerdì, 12 giugno 2020

x
STAMPA

download PDF download PDF

L’art. 90, par. 1, e l’art. 273 della direttiva 2006/112/Ce devono essere interpretati nel senso che essi ostano ad una normativa di uno Stato membro in virtù della quale ad un soggetto passivo viene rifiutato il diritto alla riduzione dell’IVA assolta, e relativa ad un credito non recuperabile, qualora egli abbia omesso di insinuare tale credito nella procedura fallimentare instaurata nei confronti del suo debitore, quand’anche detto soggetto dimostri che, se avesse insinuato il credito in questione, questo non sarebbe stato riscosso.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue, nella causa C-146/19 di ieri, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale formulata dalla Corte Suprema Slovena, riguardante il rifiuto di concedere al cedente/prestatore la rettifica ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU